ELEZIONI REGIONALI VENETO 2010 Renzo Marangon si presenta a RovigoOggi.it

Orgoglio di essere polesano

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Renzo Marangon è nato a Porto Tolle il 29 luglio 1955. Nel 1980 è stato consigliere comunale a Rovigo per il partito Democrazia Cristiana, nonché sindaco nel 1993. Nello stesso anno fu eletto consigliere regionale. Dal 2005 è assessore a Palazzo Balbi con delega all'Urbanistica e cartografia, Pianificazione territoriale, Beni ambientali, Legge speciale per Venezia e Riconversione del polo industriale di Marghera.

Il Polesine è al passo con il Veneto?
Purtroppo non ancora del tutto.
Quale potrebbe essere il suo punto di forza in poche parole?
Quello del mio slogan elettorale, Polesine: questione di orgoglio o meglio Orgoglioso di essere Polesano.
Ulss 18 e 19 sono in linea con le altre Ulss venete?
Sì se paragonate a quelle che non si appoggiano a strutture universitarie.
Lavoro per i giovani: c’è possibilità di crescita?

Assolutamente sì grazie all’avvio dei lavori della centrale ed allo sviluppo del polo logistico.
Insediamento Enel a Porto Tolle: favorevole al carbone?
Sì, da sempre.
Possibilità di nucleare in Polesine: favorevole?
In linea di principio sì, ma credo che il Polesine si sia già sacrificato abbastanza per la produzione di energia elettrica.
In seguito all’accordo Eni-Enel-Governo per la riduzione delle emissioni di Co2 in atmosfera le aziende si impegnano a studiare sistemi per la cattura e lo stoccaggio dei gas in profondità nel sottosuolo che potrebbero essere usati già da subito dopo la riconversione a carbone di Polesine Camerini: favorevole?
Sì, l’Enel ha già un consistente finanziamento comunitario per questo progetto.

Ora qualche domanda aperta in cui esprimere meglio i concetti sopra accennati

Secondo il tuo programma elettorale, qual è il più importante cambiamento che il Polesine dovrebbe affrontare per “essere al passo” con il Veneto?
Diminuire drasticamente la fuga dei giovani diplomati e laureati causata dalla scarsità dell’offerta di lavoro qualificato; è questa fuga il vero motivo di impoverimento della nostra provincia oggi e soprattutto nei prossimi anni.
Quali sono le necessità della Provincia di Rovigo che porterai all’attenzione del Consiglio regionale una volta eletto?
La necessità di terminare al più presto la rete di infrastrutture viarie che, collegate con le 2 linee ferroviarie che si intersecano a Rovigo e con la idrovia, ci renderanno il polo logistico del nordest. Nel frattempo si dovrà favorire l’avvio dell’insediamento di strutture che si occupano di distribuzione e del loro indotto.
Si può parlare di “eccellenza” del sistema sanitario pubblico veneto?
Sì.
Quali eventuali cambiamenti dovrebbe subire per garantire un migliore servizio al cittadino?
Una maggiore specializzazione delle strutture ospedaliere in funzione della composizione della popolazione.
Hai delle proposte in merito che intendi rivolgere alla Regione?
Per esempio l’ospedale di Trecenta dovrebbe essere dotato, oltre che del pronto soccorso, anche di un reparto di ortopedia e traumatologia per anziani perché la popolazione che gravita su questa struttura ha un indice di vecchiaia molto alto; per lo stesso motivo dovrebbe disporre di un day hospital oncologico ed un reparto di cardiologia.
Centrale a carbone pulito di Porto Tolle, rigassificatore al largo di Porto Levante, ed ora la possibilità di ospitare in Polesine anche una centrale nucleare. Qual è la tua posizione in fatto di politiche energetiche?
Non c’è dubbio che l’energia serve a tutti ma è altrettanto indubbio che tutti dovranno farsi carico della sua produzione per cui la politica del “sì, purché non nel mio giardino” non dovrà essere la regola. Comunque ritengo che il Polesine faccia già la sua parte.
Che cosa porti della tua esperienza personale al Consiglio regionale?
La volontà assoluta di far in modo che alla nostra terra venga riconosciuto la sua capacità progettuale e che nessuno si permetta più, bontà sua, di elargirci regalie ed interventi a pioggia; è stato questo modo di ragionare, questo stare con il cappello giù e la mano tesa davanti a “potenti”, locali e non, a chiedere il favore, che ci ha impedito finora di crescere.
Dimentichiamo qualcosa?
Sì, domenica e lunedì prossimi andate a votare
25 marzo 2010

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