Ripresa nei giorni scorsi all’Azienda Ulss 19 l’attività di educazione all’autonomia alimentare per le persone disabili realizzata dall’unità Handicap adulto in collaborazione col Servizio igiene degli alimenti e della nutrizione (Sian) del Dipartimento di prevenzione e con l’Istituto alberghiero Cipriani di Adria
Adria (Ro) - Quest’anno vi sono 26 partecipanti e un'attenzione particolare sarà data agli aspetti di accrescimento dell'autonomia, acquisendo la capacità di preparare da sé i pasti, saper abbinare i cibi anche dal punto di vista nutrizionale e imparare a fare gli acquisti dei prodotti con l’uso consapevole del denaro. Si punterà maggiormente allo sviluppo della capacità di relazione attraverso attività di piccoli e grandi gruppi e un coinvolgimento maggiore della comunità.
Questa attività a carattere socio- educativa e di riabilitazione punta a diffondere, quindi, attraverso un laboratorio sperimentale di educazione alimentare, la conoscenza dei vari alimenti ed il loro corretto abbinamento; la lettura, scelta e ricerca di ricette base; le uscite al supermercato e al mercato cittadino per l’acquisto di prodotti necessari alla preparazione dei pranzi mediante un utilizzo consapevole del denaro; l’attività di cucina di base con preparazione di un pasto completo dall’antipasto al dolce; l’attività di cucina avanzata per la preparazione di pasti in maniera più autonoma.
Il percorso si snoderà in una serie di incontri quindicinali, che si terranno all’Istituto alberghiero Cipriani con l’accompagnamento e la supervisione di docenti nella preparazione di ricette base, come merende, dolci, budini e impasti, e utilizzando gli ambienti scolastici per favorire, così, l’integrazione con gli altri studenti.
“Tale iniziativa” conclude il direttore generale Ulss 19 Giuseppe Dal Ben “è un’altra importante collaborazione che l’istituto Cipriani ci offre, aiutandoci a sviluppare questo percorso di educazione alimentare che ha l’obiettivo di rendere le persone disabili un po’ più autonome ed attente a ciò che mangiano, includendole in un ambiente preposto alla cultura della buona e sana cucina”.