In Italia ancora 32 milioni di tonnellate solo di cemento amianto
9mila i malati di mesotelioma pleurico, aumentano i casi “non professionali”. In Veneto censimento al palo, mancano impianti e discariche
Rovigo - A 18 anni dalla legge che mise al bando la fibra killer in Italia, rispondere a certe semplici domande è ancora molto complicato. Quanto amianto c’è ancora in Veneto? Quanto territorio è stato bonificato? Con quali tempi e dove sarà smaltito? La Regione Veneto ha approvato formalmente il Piano regionale amianto, con delibera della Giunta regionale n. 5455 del 3/12/1996, ma da allora poco è stato fatto.
“Più che di un Piano – ricorda Michele Bertucco, presidente regionale di Legambiente Veneto – si trattava di linee guida poi quasi mai applicate. Non sono stati individuati impianti e discariche e come è sempre capitato in materia di rifiuti è il privato che detta legge e non la pianificazione regionale inesistente”.
Alla vigilia della giornata mondiale dedicata alle vittime dell’amianto Legambiente torna a lanciare l’allarme sui rischi dovuti all’elevata presenza di materiali contaminati su tutto il territorio nazionale e a denunciare il clamoroso ritardo sugli interventi di risanamento e bonifica delle strutture in cui è presente la fibra.
I dati sono contenuti nel Rapporto “I ritardi dei Piani regionali per la bonifica dell’amianto” che l’associazione ha presentato il 27 aprile. Ad oggi solo 13 Regioni, alle quali era stato dato compito di stabilire, entro 180 giorni, un programma dettagliato per il censimento, la bonifica e lo smaltimento dei materiali contaminati, hanno approvato un Piano Regionale Amianto. E anche laddove il piano esiste, le azioni che lo dovrebbero seguire, come la mappatura dei manufatti contaminati, non arrivano e si rimane alle stime del Cnr e dell’Ispesl che parlano di 32 milioni di tonnellate presenti sul territorio nazionale, che prendono in considerazione però solo le onduline di cemento amianto.
Secondo il Registro Nazionale Mesoteliomi istituito presso l’Ispesl (che dal 1993 censisce il tumore dell’apparato respiratorio strettamente connesso all’inalazione di fibre di amianto) a causa dell’amianto si continua a morire. Sono oltre 9mila i casi riscontrati fino al 2004, con un esposizione che circa il 70% delle volte è stata professionale. Nessuna regione è esclusa e tra le regioni più colpite ci sono il Piemonte (1.963 casi di mesotelioma maligno), la Liguria (1.246), la Lombardia (1.025), l’Emilia-Romagna (1.007) e il Veneto (856).
“E’ evidente che nonostante la gravità del problema – dichiara Michele Bertucco, presidente di Legambiente Veneto - sulla questione amianto permane un pericoloso immobilismo dello Stato così come della Regione Veneto che espone la popolazione a un rischio per la salute all’apparenza meno evidente ma molto insidioso, perché di amianto ce n’è molto e in posti che tanti non sospetterebbero nemmeno. Per questo è quanto mai urgente investire risorse pubbliche che permettano di avviare e portare avanti gli interventi di risanamento e pianificare la realizzazione di impianti di trattamento e smaltimento dei materiali, problema questo che in molti casi ostacola la bonifica e fa lievitare i costi”.
Secondo l’associazione la Regione Veneto dovrebbero procedere ad una capillare mappatura delle strutture interessate, per stabilire le priorità di intervento, prevedere le risorse economiche necessarie per facilitare la bonifica delle strutture contaminate di proprietà dei Comuni e dei cittadini e pianificare la realizzazione di una impiantistica di trattamento e smaltimento coinvolgendo il più possibile la popolazione nel processo decisionale.