I risultati dell'indagine provinciale Arpav svolta in via Savonarola a Occhiobello hanno rivelato che la presenza di campi elettromagnetici a Occiobello, dovuti a tre stazioni radiobase, produce un inquinamento classificato entro i limiti
Occhiobello (Ro) - Quasi due mesi di monitoraggio e un risultato chiaro rispetto ai livelli di esposizione ai campi elettromagnetici generati da stazioni radiobase per telefonia mobile. La centralina posta da Arpav a febbraio nei pressi del complesso scolastico di via Savonarola a Occhiobello, ha rilevato che vengono rispettati i limiti, i valori di attenzione e l’obiettivo di qualità che è legato alla destinazione d’uso della zona osservata.
“Il monitoraggio promosso da Arpav a livello provinciale – spiega l’assessore alle Politiche ambientali ed energetiche Davide Diegoli -, ci conferma che le tre stazioni radiobase generano valori di campo elettromagnetico molto inferiori a quelli previsti dalla normativa di settore. Ma le antenne non sono le uniche fonti di inquinamento elettromagnetico da tenere sotto controllo – aggiunge Diegoli -, abbiamo aderito a un’attività istituzionale dell’Arpav di Verona per un monitoraggio dei campi elettromagnetici a bassa frequenza, quelli, per intenderci, generati da elettrodotti. Se avremo riscontro positivo da parte dell’agenzia regionale, procederemo con le misurazioni nei luoghi a ridosso delle linee che, purtroppo, attraversano alcuni siti del nostro paese”.
La rilevazione in via Savonarola è stata effettuata tramite un’antenna collegata a uno strumento di acquisizione e alimentata da un pannello solare che ha registrato i valori, dalla cui media è emersa la situazione esistente in un sito sensibile come quello che raccoglie la popolazione scolastica del capoluogo.