UNINDUSTRIA ROVIGO Fabrizio Rossi si dimette e lascia la presidenza. Accuse ad Antonio Costato

Rossi: "Intrappolato da una rete di accuse"

17 aprile 2008 Antonio Costato saluta l'ex presidente Api Lorenzo Belloni al suo ingresso in Unindustria
Fabrizio Rossi nel proprio ufficio nell'azienda di famiglia Irsap
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Fabrizio Rossi giustifica le proprie dimissioni da presidente di Unindustria Rovigo non senza lanciare pesanti bordate al vice presidente nazionale di Confindustria, il rodigino Antonio Costato




Rovigo - “Sono triste, amareggiato e pieno di rabbia” queste le parole di Fabrizio Rossi il giorno dopo le sue dimissioni “forzate” da presidente di Unindustria Rovigo. Dalla sede della sua azienda, l’Irsap di Arquà Polesine, Rossi si sfoga sui modi e sulle circostanze che lo hanno portato a rassegnare le dimissioni dalla poltrona di palazzo Casalini. 

“Sono stato abbandonato e i probiviri nazionali hanno fatto in modo che io non potessi spiegare i fatti che mi sono stati contestati”. Così in coincidenza delle dimissioni l'ex presidente Fabrizio Rossi ha presentato tre esposti al collegio nazionale.

E prosegue con dichiarazioni scottanti per spiegare la rete che l’ha visto imbrigliato e incapace di difendersi. “Non essendo allineato con il mio predecessore provinciale, Antonio Costato (vice presidente nazionale di Confindustria, ndr), mi è di fatto mancato l’appoggio e la legittimazione dal vertice”.

Rossi è accusato di aver agito in autonomia per la candidatura di Lorenzo Belloni alla presidenza della Camera di commercio di Rovigo, scavalcando quella di Sergio Pascucci. “Mancavano tre ore alla nomina del presidente della camera di commercio e il consiglio di Unindustria non dava l’appoggio necessario a Sergio Pascucci, nome caldeggiato da Antonio Costato. Belloni, invece, veniva largamente appoggiato dal consiglio degli industriali, ma non era nella rosa dei candidati. Per non perdere la presidenza dell'Ente mi sono preso la libertà di proporlo io”. 

Lorenzo Belloni, durante il voto per la presidenza della Cciaa, trova l’appoggio delle altre categorie e diventa presidente agevolmente (leggi: L'ente camerale nelle mani del mondo produttivo).

La mancata proposta a presidente di Pascucci ha innescato il meccanismo che ha avuto per protagonista Rossi. “Nei giorni a seguire - prosegue Rossi - ho avuto il consenso del consiglio per la mia decisione (leggi: Presidente condiviso a larga maggioranza) e poi ho seguito il suggerimento del mio vice, Gianmichele Gambato, ad inviare a tutti i presidenti delle associazioni di categoria una lettera di chiarificazione della candidatura Belloni. La lettera portava la mia firma, ma è stata preparata proprio da Gambato ed ho le prove che lo confermano”. I probiviri nazionali hanno impugnato la lettera e non ritengono veritiero il fatto che Belloni fosse “espressione del consiglio di Unindustria Rovigo”. 

Certo che la candidatura di Rossi a favore di Lorenzo Belloni, era già in partenza imprudente, data la situazione che vedeva Belloni sotto inchiesta da parte dei probiviri nazionali per la vicenda cominciata nell’aprile 2008 con lo scioglimento di Api, di cui era presidente, e l’ingresso in Unindustria da vice di Costato. L’indagine ha portato alle dimissioni su richiesta dei vertici nazionali dei dirigenti Simonetta Tiberto e Roberto Gardina e proprio del vicepresidente Belloni. (leggi: Al lavoro per onorare il mandato ricevuto dal consiglio).

Con l’occasione i probiviri sono stati informati circa i metodi di acquisizione di Api Service in Unindustria avvenuti nel 2008. 

“Questi informazioni sono state fornite da Stefano Catozzo (ex presidente dell’associazione industriali di Rovigo, ndr) che aveva richiesto gli incartamenti prima della nomina di Belloni in Camera di commercio”.

A questo punto Rossi sbotta ed inizia a far nomi e cognomi di chi secondo lui avrebbero architettato il tutto alle sue spalle. 

“Dietro alle quinte di tutta questa manovra c’è Antonio Costato. Punto uno: io non sono in linea con i suoi pensieri, appena Belloni è stato nominato, Paolo Reale (presidente degli edili, ndr) ha tolto i contributi a Unindustria per un ammontare di 300mila euro. Due: Costato non vuole che escano cose poco chiare che sono successe durante il suo mandato da presidente, ci sono infatti episodi non chiari che lo potrebbero imbarazzare. Di conseguenza ho fatto degli esposti: il primo contro Costato, con la richiesta di fare chiarezza sulla sua presidenza, poi contro Gambato ed anche contro Reale per il loro comportamento scorretto”.

"Se così fosse fatto, il fare chiarezza da parte di Costato significherebbe rassegnare le proprie dimissioni"

Le ire di Costato, Rossi le ha alimentate anche con la scelta di licenziare Claudio Bionda da direttore di Unindustria Rovigo, persona di fiducia che era stata inserita nell’organico di via Casalini con stipendi e benefit "fuori mercato", approvati e forzati proprio dall’allora in carica presidente Costato.

Di sicuro la vicenda Rossi-Costato non finirà qui. Le bordate tirate dal presidente dimissionario sicuramente scuoteranno il mondo imprenditoriale polesano e forse nazionale anche nei prossimi mesi. Rossi di fatto ha ancora in dubbi circa il rinnovo per la propria azienda della quota associativa ad Unindustria in futuro.



Marco Terrestri


19 maggio 2010

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