SEX AND THE COUNTRY Quando il matrimonio è la tomba dell'amore

Meglio quattro single impenitenti che un marito a casa

Re Artu San Valentino

Barbara e le sue amiche stanno sempre a lamentarsi di essere single, fino a quando non si confrontano con Anna, amica di Barbara dai tempi dell'università. Anna è sposata, lavora e ha un figlio. E' felice? Non esattamente...


Insomma, io e la Stefy e la Franci e la Polly, la Paola quella con la mini inguinale, stiamo sempre a lamentarci che siamo single. L'altro giorno è venuta in visita la vecchia Anna, una compagna dell'Università. Studiavamo insieme filosofia. Io mi ammazzavo di romanzi, lei preferiva le cose serie, da filosofi veri: filosofia morale, filosofia politica, storia della filosofia. Una volta sola tentai di coinvolgerla in un mio intrigo indiano.
Ero fidanzata – di sbagli ne facciamo tutti, parlo del mio ex ovviamente! - eppure in uno di quei viaggi molto hippy che facevo al tempo della mia lunga giovinezza avevo conosciuto la versione indiana del protagonista della pubblicità dell'amaro Montenegro.
Un signore milanese molto hippy che aveva scambiato la mia idiosincrasia verso il Sagittario, segno che odio con tutta me stessa, per una forte attrazione nei suoi confronti. E siccome l'hippy in questione manifestava di gradire questo mio involontario misunderstanding, io – che ho sempre avuto l'animo candido- ho finto che non si stesse sbagliando, ma solo per non offendere un uomo già in là con gli anni.
Poi, siccome il talento tragico non mi manca, una volta che il fraintendimento aveva preso il suo corso, ho anche finto per un po' di essermene davvero invaghita.
E così, mento al mio fidanzato e gli dico che devo andare tre giorni a Verona a seguire un seminario sui fantasmi, giuro, non me lo sto inventando. E invece passo tre giorni in Hotel con l'hippy.
E' andata malissimo, il povero hippy era molto milanese e se c'è una cosa che mal sopporto dopo le piccole dimensioni dell'attributo sessuale maschile, tipica degli hippy, almeno di tutti quelli che ho conosciuto io, biblicamente intendo, dopo la mia idiosincrasia verso i Sagittario, c'è il mio odio feroce per i milanesi. Insomma, l'uomo-amaro Montenegro fu un pacco colossale.
Ma dicevo: coinvolsi la povera Anna in questo mio tranello. La cosa fu pesantissima perché lei si sentiva più in colpa di me: vi pare possibile?
E' sempre stata brava, diligente, una che si impegna, l'unica ad essersi sposata. E quindi a patire la nostra più feroce invidia.
Eppure, l'altro giorno che ci è piombata l'Anna in lacrime ci siamo tutte ricredute, perché cari i miei lettori: non esistono più gli uomini di una volta. Anzi, sono le donne di oggi gli uomini di una volta.
La povera Anna si spacca la schiena, lava stira cucina e fa tutto quello che fa una casalinga. In più si cresce un figlio. Lavora come una bestia. Anche il marito lavora, ma torna a casa la sera ed è stanco.
E allora lei deve servirlo e riverirlo, la cena, il bucato, la biancheria in ordine. E come se non bastasse, siccome è stanco, nemmeno.. sì, sì, non lo fanno!
Noi quattro single impenitenti ci guardavamo allibite: vuoi vedere alla fine facciamo più sesso noi di una che ha il marito?
Ma dico: un marito in persona, in carne e ossa!
Ne è venuto fuori che avere un marito è un impiccio, questi non sanno aprire la macchina per far scendere una signora, non regalano fiori, non si ricordano dei compleanni, non fanno mai delle pazzie tipo comprarti un diamante quando proprio non te lo aspetti. Ma soprattutto: non lavano non stirano non cucinano non spolverano non allevano i figli non si ricordano che hanno una moglie, sono sempre stanchi e non fanno l'amore.
Anna parlava sputando veleno, gli occhi di fuori e il volto incendiato, i capelli che parevano serpenti velenosi e una tuta da ginnastica rosa fucsia che solo per aver visto quella a me e alla Franci quasi ci veniva da piangere per la compassione che provavamo per quella povera della Anna, vittima del matrimonio.
L'abbiamo imbottita di Martini Cocktail e una volta sedata l'ira funesta l'abbiamo rispedita per direttissima a casa sua, dal suo maritino.
Eravamo terrorizzate: e se il matrimonio è contagioso? E ci capita anche a noi? Ci siamo fatte il segno della Santa Croce e poi abbiamo guardato con immensa felicità i nostri cari, belli, amatissimi peluche. Infantili? Tesorucci, almeno questi non sporcano!

Barbara Codogno
anubi31@gmail.com
21 maggio 2010
Il telefonino di Rovigo
jiki
jiki
26 maggio 2010 - 17:01
Ma scusa...
... non capisco barbara. Odi gli hippy, odi i milanesi, e metti le corna al tuo fidanzato con un hippy milanese? Sarò io poco "sex and the country" ma non ci vedo una grande logica!!!!

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