LOTTA ALLA MAFIA ROVIGO Il gup di Palermo Piergiorgio Morosini incontra gli studenti dell'Itc De Amicis

"Con la riforma delle intercettazioni Stato debole nella lotta al crimine"

Re Artu San Valentino

La lotta alla mafia attraverso la testimonianza di chi la vive quotidianamente e che della legalità non fa solo un mestiere, ma quasi una missione. Il gup del tribunale di Palermo Piergiorgio Morosini ha incontrato gli studenti dell'Itc "De Amicis" a Rovigo


Rovigo - “La riforma delle intercettazioni, un regalo dello Stato alla criminalità organizzata”. E’ lapidario Piergiorgio Morosini nel commentare il ddl del ministro della giustizia Alfano, che da una parte dà dei budget fissi alle singole procure da gestire per le intercettazioni telefoniche, dall'altra le limita nel tempo, inoltre regolamenta le ambientali. “Ammetto possano esserci delle ragioni valide alla base del provvedimento - riprende - ma in questo modo si indebolisce la posizione dello Stato nei confronti della lotta al crimine, perché gli si fa mancare un importante mezzo di indagine”.

Morosini venerdì 28 maggio era a Rovigo, per incontrare in mattinata gli studenti dell’istituto De Amicis, in occasione della presentazione del suo libro “Il Gotha di Cosa Nostra”. Nato a Rimini, è magistrato dal 1993. Attualmente è giudice delle indagini preliminari del tribunale di Palermo. La sua pubblicazione è un viaggio dentro il potere della mafia alla luce della sentenza del processo dove Morosini ha distribuito oltre 400 anni di carcere ai boss mafiosi e sequestrate quote societarie per circa 100 milioni di euro. Titolare di numerosi processi a Cosa nostra, è stato estensore di sentenze relative ai capi storici della mafia (Salvatore Riina, Bernardo Provenzano, Giovanni Brusca, Leoluca Bagarella).

Parlare di legalità e di lotta al crimine organizzato agli studenti, è, secondo Morosini, un'azione molto importante: “I giovani possono sembrare molto lontani da questo tema - spiega - in realtà li coinvolge continuamente e quotidianamente. Basti pensare ai luoghi di divertimento, dove il consumo di droghe leggere è più diffuso. Molti non sanno che l’uso, anche in modo limitato, va a rafforzare le logiche pericolose della criminalità. E’ bene sappiano che dietro uno spinello ci può essere ad esempio un omicidio”.

Elisa Barion

28 maggio 2010
Il telefonino di Rovigo

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