SCUOLA ROVIGO Il 9 giugno è l'ultimo giorno tra i banchi per gli alunni di primarie e secondarie. In attesa di ricominciare a settembre con 200 docenti in meno, tagliati dalla riforma Gelmini

Da domani tutti a casa, iniziano le vacanze per 24mila scolari

Re Artu San Valentino

Si conclude, mercoledì 9 giugno, l'anno scolastico 2009/2010 per gli oltre 24mila studenti polesani. Un anno difficile dovuto alle novità introdotte dalla riforma Gelmini. Bertilla Gregnanin, segretaria provinciale della Uil scuola, commenta le novità introdotte quest'anno


Rovigo - Anche per quest’anno, la maggior parte degli studenti veneti si accinge a mettere da parte libri e quaderni per dedicarsi alle tanto attese vacanze. Martedì 9 giugno si chiuderà infatti l’anno scolastico 2009/2010, un anno che per molti aspetti è stato piuttosto “caldo”, e non certo dal punto di vista climatico. La fine dell’attività didattica riguarderà in Polesine i quasi 9mila bambini delle scuole primarie, gli oltre 6mila alunni delle scuole secondarie di primo grado, le medie per intenderci, e i 9.634 studenti delle secondarie di secondo grado, le superiori. Dal totale rimangono esclusi, secondo i dati a disposizione dell’ufficio scolastico provinciale circa 1.755 potenziali “maturandi”, mentre i consigli di classe dei vari istituti sono a lavoro per valutare chi ammettere all’esame di Stato e chi no. Un dato, quest’ultimo, che evidenzia un leggero calo rispetto all’anno scolastico precedente, quando i frequentanti le classi quinte sono stati circa 1.800.

Un anno “caldo” si diceva, questo 2009/2010, soprattutto per le novità introdotte dalla riforma Gelmini, che tanto hanno agitato il mondo della scuola, e di cui ora si può fare un primo bilancio. Bertilla Gregnanin, segretaria provinciale della Uil scuola, sembra delusa e scoraggiata. Secondo le sue parole, sono state diverse le problematiche registrate quest’anno. Dalla disponibilità di minori risorse economiche, ai tagli al personale che hanno toccato tutte le categorie (dirigenti scolastici, docenti, personale amministrativo, educativo ed ata), ad alcuni disservizi dovuti in particolare alla nuova organizzazione delle scuole primarie.
“E’ stato un anno difficile - esordisce - in primo luogo per i dirigenti scolastici, che si sono trovati a dover gestire al meglio risorse molto limitate, in secondo luogo per i docenti, i quali si sono trovati a far fronte alla mancanza di alcuni servizi importanti, quali il sostegno agli studenti diversamente abili e di inserimento degli stranieri. Tutto ciò a fronte di un aumento degli iscritti”. In sintesi, più studenti seguiti da un minor numero di insegnanti. A fare le spese della sforbiciata prevista dalla riforma, in Polesine, sono stati 283 insegnanti quest’anno, e negli ultimi due anni circa 10 dirigenti, “un dato - aggiunge Gregnanin - destinato ad aumentare. Da settembre saranno tagliati altri 200 docenti, e idem per il 2011, a fronte di classi sempre più numerose”.

La qualità del servizio pubblico sembra quindi fortemente a rischio, aggravata da un ulteriore taglio: quello ai mediatori culturali, incaricati di seguire il processi di inserimento degli studenti stranieri tra i banchi di scuola, e agli insegnanti di supporto agli alunni diversamente abili. “Nelle scuole polesane, dall’infanzia alle superiori, gli studenti stranieri sono il 30% - prosegue Gregnanin -. Questi rischiano di non poter completare il piano di studi”.
Stesso discorso per i diversamente abili o con difficoltà, da distinguere tra i certificati, per i quali l’assistenza di un insegnante di sostegno è stata ridotta da 18 ore scolastiche su 30 a 8; e i non certificati. “Ad esempio, nella scuola primaria - conclude Gregnanin - l’organizzazione a modulo prevedeva alcune ore di compresenza degli insegnanti che permetteva di dare maggiore supporto in particolare a questi ragazzi. Oggi, l’insegnante prevalente non lo permette più”.
E le prospettive non sono affatto rosee, “la manovra finanziaria - conclude - sembra minerà la scuola ulteriormente”.

Elisa Barion
8 giugno 2010
Il telefonino di Rovigo

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