MOSTRA ROVIGO La Fondazione Cariparo soddisfatta dei 21mila visitatori dell'esposizione "Bortoloni, Piazzetta, Tiepolo..." a palazzo Roverella
Si chiude il sipario sul '700 veneto, a gennaio si aprirà su Mariano Fortuny

Ha registrato oltre 21 mila visitatori la mostra "Bortoloni, Piazzetta, Tiepolo: il Settecento veneto" allestita a palazzo Roverella a Rovigo, con due percorsi collegati a Fratta Polesine e al museo dei Grandi Fiumi. Domenica 13 giugno è calato il sipario sulle opere settecentesche, ma sono già iniziati i lavori per la prossima vernice, “L’Ottocento elegante. Arte in Italia nel segno di Fortuny, 1860 - 1890”
Rovigo - “Si trattava di una scommessa difficile, che siamo lieti di aver vinto”. Con queste parole il presidente della Fondazione cassa di risparmio di Padova e Rovigo Antonio Finotti ha aperto la conferenza stampa dedicata al bilancio finale della mostra “Bortoloni, Piazzetta, Tiepolo: il Settecento veneto”, sulla quale, domenica 13 giugno è calato il sipario. La soddisfazione di Finotti è giustificata dalle cifre che testimoniano l’affluenza di visitatori a palazzo Roverella durante i sei mesi di esposizione (30 gennaio - 13 giugno 2010). Secondo le sue parole sono stati oltre 21 mila i visitatori che hanno “scoperto” Bortoloni e i capolavori settecenteschi veneti in centro città, e 5.796 quelli che a Fratta Polesine hanno ammirato “Il Settecento da tavola in casa Palladio”, collegata all’esposizione principale.I numeri si discostano notevolmente da quelli registrati dalla mostra precedente dedicata all’Art Déco (circa 40 mila visite), ma Finotti ne è consapevole: “L’obiettivo era oggettivamente ambizioso - ha dichiarato Finotti - accendere, dopo un secolo di totale scomparsa, l’attenzione su un artista veneto che l’attività e la maggior fortuna di comprimari del livello di Tiepolo, Piazzetta e Ricci aveva condannato ad un ingiustificato oblio”. Ora Bortoloni, grazie al lavoro del comitato scientifico guidato da Alessia Vedova che ha curato la rassegna, è tornato ad avere una precisa collocazione nella storia dell’arte, ed è proprio questo il successo di cui i promotori (Comune di Rovigo e Accademia dei Concordi, insieme a Fondazione Cariparo) si pregiano.Oltre al plauso per l’alto valore culturale della mostra, il sindaco di Rovigo Fausto Merchiori, il presidente della Provincia Tiziana Virgili e Luigi Costato, presidente dell’Accademia hanno ricordato l’aspetto economico e sociale di promozione del territorio che tali iniziative rappresentano, “portare visitatori in provincia di Rovigo - ha aggiunto Finotti - significa far loro conoscere e scoprire questi luoghi”.Tuttavia, nel corso del dibattito non sono mancati scambi di battute pungenti, complice una domanda dal pubblico: perché l’esposizione al museo dei Grandi fiumi, collegata a palazzo Roverella, non è stata maggiormente promossa e valorizzata?“L’abbiamo organizzata con pochissime risorse a disposizione - ha spiegato Costato -. In generale ci sono dei problemi di segnalazione quanto a cartelli stradali e di autobus che non svolgono un servizio completo per i visitatori che provengono da fuori città”. Chiaro il riferimento al sindaco Merchiori, che ha prontamente risposto: “Il problema del tragitto degli autobus sarà risolto non appena i cantieri lasceranno il Corso del popolo. Purtroppo non abbiamo le bacchette magiche”.Nel frattempo, si lavora già per il prossimo allestimento, che porterà nelle stanze di palazzo Roverella, dal 29 gennaio 2011, i capolavori scelti per la prossima mostra “L’Ottocento elegante. Arte in Italia nel segno di Fortuny, 1860 - 1890”.“Si esplorerà una delle zone meno conosciute dell’arte in Italia - ha spiegato Dario Matteoni, curatore dell’esposizione insieme a Francesca Cagianelli - ovvero la pittura di Mariano Fortuny, famosissimo in Spagna. Qui, è stato oscurato dalla critica, che a quel tempo guardava piuttosto ai Macchiaioli. Sarà inoltre un omaggio all’Italia post unitaria, non a caso nel 150° anno dall’Unità d’Italia”.Elisa Barion
14 giugno 2010
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