Il Partito Democratico del Polesine con l'assessore provinciale all''istruzione Leonardo Raito lancia l'idea dibattito per ridurre i giorni di scuola attualizzando il tempo pieno
Nell’ampio dibattito sul sistema scolastico italiano, il Partito Democratico non deve rinunciare a proporre idee concrete che possano rispondere al preoccupante vuoto di indirizzo che proviene da un’azione governativa più votata al risparmio che a una reale razionalizzazione dell’esistente. Discutendo nei giorni scorsi con un gruppo di amici del partito, ho potuto cogliere quanto potrebbe essere interessante ridisegnare il sistema scolastico italiano incardinandolo su alcuni punti fermi che potrebbero essere di stimolo, oltre che a un serio dibattito, anche all’obiettivo di inserire la scuola nel più ampio contesto dei bisogni sociali di un tessuto famigliare sempre più stravolto. Perché allora non pensare a una scuola incardinata sul tempo pieno, su una maggiore integrazione con le discipline sportive e che possa fornire dei tempi di riposo più ampi? Penso a scuole primarie e secondarie di primo grado (ma perché no, anche le superiori?) che impegnino i ragazzi dal lunedì al venerdì sia di mattino che di pomeriggio, lasciando nel contempo liberi, per studenti e famiglie, il sabato e la domenica. Si tratterebbe di una “rivoluzione” positiva che non avrebbe ripercussioni sugli orari di lezione (potrebbero essere ampliati), sull’impegno dei docenti; offrirebbe nel contempo la possibilità di integrare ancora maggiormente la scuola con il tessuto locale (penso all’associazionismo sportivo), di permettere ai ragazzi di studiare con profitto, aumentando l’interazione, le ore di recupero, lo sviluppo di interessi e di predisposizioni di studio e allo scambio di esperienze. Parallelamente, permetterebbe ai comuni di razionalizzare le spese (ad esempio di riscaldamento) e gli impieghi di risorse, di avere aule impegnate per maggior tempo, fornendo nel contempo alle famiglie e ai genitori occupati al lavoro, di vedere i propri figli accolti in strutture adeguate e impegnati in attività positive. Il sabato e la domenica liberi in toto, offrirebbero maggiori spazi (divenuti oggi sempre più concentrati) a una vita famigliare, su cui molti sociologi puntano l’indice come causa di problematiche per i giovani d’oggi. Due giorni completi per migliorare l’ascolto e il dialogo, per stare di più insieme, per condividere esperienze senza l’assillo di dover incastrare tempi e impegni, di lanciarsi in affannose rincorse all’appuntamento, per considerare finalmente la scuola non esclusivamente come parcheggio per i ragazzi. Credo che un partito che ha a cuore il tessuto sociale italiano come il nostro, abbia il dovere di pensare a queste soluzioni, ponendosi come alternativa programmatica a un governo che guarda la scuola con la famelica voglia di affondarvi un’accetta demolitrice e, almeno stando a sentire Tremonti, purificante. Immagino che si tratti di una proposta che può sollevare dibattito e polemiche, ma credo che sia questo lo scopo di una politica alta intesa come servizio ai cittadini e ricerca di soluzioni.
Leonardo Raito
Assessore provinciale all’Istruzione