COMMERCIO ROVIGO Saldi estivi dal 17 luglio in Veneto, il malumore dei negozianti

Negozi vuoti, prezzi ribassati solo in Emilia

Francesco Muraro di Edwards
Roberto Fortunati del negozio 33 via Angeli
Erika Randolo di Goa Goa
Monica Pavan del negozio Du pareil au meme
Re Artu San Valentino

E' stato un anno difficile per il commercio rodigino, a causa di diversi fattori, dalla crisi economica ai lavori nel centro storico e da ultima l'ondata di maltempo. A tutto questo si aggiunge l'inizio dei saldi fissato al 17 luglio dalla Regione Veneto, mentre nella confinante Emilia Romagna partiranno dal 3. I commercianti si sentono penalizzati


Rovigo - Quest'anno, più di altre volte, i commercianti puntano tutto sui saldi per recuperare un'annata morsa dalla crisi economica e anche dal maltempo. Il calendario dei ribassi prevede, come ogni anno, una partenza scaglionata regione per regione. L'ultima sarà il Veneto, dove partiranno il 17 luglio. Alla luce di questo, i commercianti in città si sentono penalizzati, visto che nella vicina Emilia Romagna inizieranno il 3 luglio, e Ferrara, possibile meta per gli acquisti di molti rodigini, è dietro l’angolo.

Facendo un giretto per i negozi del centro storico, è questa l’opinione che emerge tra i titolari e i commessi. Nessuna attività esclusa, nessuna voce fuori dal coro: dai negozi di abbigliamento per bambini, a quelli solo per uomo, passando per il vestiario giovanile di tendenza, il malcontento è diffuso. “L’idea di iniziare i ribassi dal 17 luglio non è sensata” afferma Monica Pavan del negozio Du pareil au meme, che, essendo parte di una catena, lamenta “paradossalmente ci troviamo nella situazione in cui un cliente può scegliere di andare a fare i propri acquisti nello stesso negozio a Ferrara, usando la carta fedeltà rilasciata da me”. Francesco Muraro, titolare di Edward si appella al buonsenso: “E’ assurdo che le Regioni non trovino un accordo in grado di mettere tutti i commercianti sullo stesso piano, senza privilegi”.
Come lui stesso dichiara, la sua situazione non è particolarmente preoccupante, per diversi motivi: “Il 50% dei miei clienti viene da fuori città - spiega -, mi rivolgo ad un target prevalentemente giovane sul quale non soffro la concorrenza, infine dal 31 luglio chiuderò per rinnovo locali, perciò sabato 26 giugno ho iniziato le vendite promozionali con sconti al 30%”, tuttavia ha ritenuto opportuno sottoscrivere, insieme ad una ventina di colleghi, una lettera di protesta inviata al Comune con la quale si sottolineano le difficoltà in cui versa il commercio rodigino, non ultimo il discorso saldi.
Anche Roberto Fortunati, unico titolare del negozio 33 via Angeli coinvolge l’amministrazione: “Il mercato è fermo - dichiara - per via dell’ondata di maltempo, per la forte crisi che coinvolge le aziende e i lavoratori, e per i tanti outlet che sono sorti di recente nei dintorni, a cui si aggiungono i due anni di lavori in Corso del Popolo: ora sta al Comune saper organizzare delle iniziative serie che sappiano dare una boccata d’ossigeno ai negozi in centro”.
Un colpo al cerchio e uno alla botte: è questa invece la posizione di Erika Randolo del negozio Goa Goa. “E’ vero che serviva un accordo tra le Regioni - sbotta - ma stiamo sempre a lamentarci!”. Secondo lei, infatti, manca anche un accordo tra i commercianti che li porti a fare fronte comune contro la crisi, “qualcuno applica già degli sconti sulla merce, perciò servirebbero maggiori controlli da parte delle forze dell’ordine” aggiunge, senza tralasciare il ruolo delle istituzioni: “Non è che adesso le iniziative si fanno solo in Corso del Popolo, e le piazze vengono tagliate fuori?” si chiede.

La questione saldi, oltre a tenere banco fra i commercianti, è dibattuta anche sul piano politico: se da una parte l’assessore regionale Maria Luisa Coppola spiega che l’inizio è stato posticipato rispetto allo scorso anno per “assicurare l’effettiva stagionalità dei prodotti che vengono venduti, nell’ottica di una più efficace tutela del consumatore”, dall’altra il consigliere regionale Graziano Azzalin lancia l’allarme: “Rischia di trasformarsi in un boomerang - commenta - dovuto alla decisione delle regioni limitrofe di non adottare provvedimenti simili”, e invita Coppola a convocare un tavolo per valutare attentamente la situazione che si è venuta a creare e cercare possibili soluzioni al problema in modo che si possa partire con i saldi contestualmente alle altre regioni e rinviare alla prossima scadenza stagionale la ricerca di un coordinamento.

Elisa Barion
30 giugno 2010
Il telefonino di Rovigo

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