PARI OPPORTUNITA' ROVIGO Lo studio Censis redatto da Lavinia Cantà sulle donne avvocato: tante, ma poco rappresentate e poco retribuite

Donne in carriera, la discriminazione è sempre in agguato

Re Artu San Valentino

Sono il 50% degli iscritti all'Ordine, si laureano prima e con voti migliori, eppure le donne avvocato non sono rappresentate all'interno degli organismi di rappresentanza, e i loro redditi, nella migliore delle ipotesi, sono la metà di quelli dei colleghi maschi. I dati allarmanti emergono dal rapporto Censis condotto da Lavinia Cantà, avvocato rodigino dell'Aiga (Associazione italiana giovani avvocati)

Rovigo - Le donne avvocato sono discriminate: nulla di diverso rispetto a quanto accade in tanti altri campi professionali. A confermarlo è uno studio Censis redatto da Lavinia Cantà di Rovigo, componente della giunta nazionale Aiga (Associazione italiana giovani avvocati), in collaborazione con il Cnf (Consiglio nazionale forense).

L’avvocato rodigino ha rilevato come le donne oggi rappresentino il 50% degli iscritti all’albo, e la gran parte di queste sono giovani sotto i 45 anni, “eppure - ha spiegato - le donne nelle governance forensi sono ancora una minima parte”. Un fatto che Cantà definisce “sconcertante” se si considera che “nel nostro settore le donne sono tante, e dimostrano di essere brave: si laureano prima degli uomini, con voti migliori, superano l’esame di ammissione con più facilità, nonostante l’avvio alla professione sia più problematico, dovendo conciliare gli impegni di lavoro con quelli familiari”. Oltre ad avere delle difficoltà a progredire di carriera in senso verticale, scalando i vertici degli organismi dell’Ordine, le donne avvocato si trovano segregate “orizzontalmente”, a trattare con materie a scarsa redditività, “spesso a marginalizzare sono gli stessi clienti - aggiunge Cantà - le donne avvocato vengono contattate dalla clientela per cause che hanno come oggetto la famiglia e i minori nel 68,5% dei casi, per cause legate a locazioni e condomini nel 55,2%, per la contrattualistica nel 52,1%, l’infortunistica nel 50%. Reati societari, penali, reati contro la pubblica amministrazione rimangono ambiti strettamente maschili”.
Lo studio ha registrato a tal proposito le differenze di reddito che tali discriminazioni comportano: nel nord Italia una donna avvocato guadagna la metà di un collega uomo di pari età, al centro meno della metà, al sud in media guadagna un terzo, se non addirittura un quarto rispetto ad un uomo.

Quanto agli avanzamenti di carriera, Cantà ha riportato alcuni dati emblematici: dei 165 consigli dell’ordine territoriali solo il 23% è formato da donne, di cui solo 13 sono presidenti. Il Consiglio nazionale, rappresentato da 80 delegati, non comprende alcuna donna, mentre vanno un po’ meglio le quote rosa della Cassa forense, dove il comitato di 90 componenti ne comprende una decina. A Rovigo il consiglio è formato da 9 avvocati, di cui una donna, mentre le iscritte all’ordine sono il 50%.
Lo studio del Censis ha infine individuato quelle che potrebbero essere le possibili strategie di emancipazione: investire sulla rappresentanza femminile a tutti i livelli dell’Ordine, dare spazio alle quote rosa, valorizzare e responsabilizzare le donne con percorsi di formazione, educare alla professione durante il tirocinio e dare spazio agli asili nido nei tribunali. “Sono necessari infine - conclude Cantà - degli sgravi fiscali affinché il reddito delle donne avvocato sia congruo e coerente con quello maschile”.
Queste problematiche saranno affrontate durante un convegno che si terrà alla sala della Gran Guardia mercoledì 21 luglio alle ore 15.30.

Elisa Barion
19 luglio 2010
Il telefonino di Rovigo

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