MATURITA' 2010 ROVIGO Calo dei voti e aumento di non ammessi e bocciati nelle scuole polesane
L'esame è più duro, sempre se ci arrivi....

Sono aumentati dell'1,5% gli studenti polesani non amessi all'esame di maturità, ovvero ben 110. In aumento anche i non diplomati, mentre si abbassa la media dei voti. Secondo Bertilla Gregnanin, segretario provinciale Uil scuola, le cause vanno attribuite all'indurimento delle norme previste dalla riforma Gelmini
Rovigo - Calano i voti e aumentano i non ammessi. L’esito della maturità 2010 nelle scuole polesane si allinea con i dati rilevati dal Ministero dell'Istruzione a livello nazionale, e conferma quanto previsto alla vigilia della prima prova scritta: sarebbe stato un esame severo, e così è stato.Rispetto al 2009, infatti, è aumentata la percentuale dei non ammessi, passando dal 4,5% al 6%, dato che si traduce in 110 studenti. In crescita le bocciature, che nel 2010 sono passate allo 0,81%, ovvero estate amara per 13 ragazzi. Infine, anche le eccellenze (i 100) sono diminuite, come spiega Bertilla Gregnanin, segretario Uil scuola: “Abbiamo registrato dai due ai tre cento per ogni scuola, con un abbassamento generale della media voti. La maggior parte si assesta infatti nella fascia tra il 70 e l’80”. Unico dato positivo: le lodi sono state 22, due in più rispetto al 2009, distribuite tra diverse scuole (Itc di Porto Viro, l’istituto Einaudi e il liceo scientifico Balzan di Badia Polesine, l’istituto tecnico commerciale e per geometri “G. Maddalena”, l’Itis, il liceo scientifico Galilei, l’alberghiero Cipriani e il liceo classico Bocchi di Adria, il liceo scientifico “P. Paleocapa”, l’Itc “De Amicis”, l’istituto magistrale “C. Roccati” e l’Ita “Munerati” di Rovigo).Secondo Gregnanin, il calo complessivo dei voti della maturità va attribuito all’indurimento delle norme previste dalla riforma Gelmini, “anche con un solo 5 tra i voti, non si veniva ammessi all’esame - spiega -, i dirigenti scolastici hanno cercato di applicare le regole con una certa flessibilità, ma con margini molto limitati”.Il segretario, se da una parte guarda positivamente l'introduzione di regole più severe, dall’altra ritiene che gli studenti vadano supportati adeguatamente durante l’intero percorso formativo: “Ad esempio - aggiunge - gli indirizzi dei vari istituti sono stati organizzati molto tardi. La poca chiarezza su questo fronte favorisce da una parte l’abbandono scolastico entro i primi tre anni di scuola, fenomeno ancora piuttosto diffuso nella nostra provincia, dall’altra l’aumento delle bocciature e dei voti”.Anche i tagli alle risorse, e di conseguenza al personale, hanno contribuito, perciò Gregnanin rivolge un appello alla Regione, “attingano ai fondi di garanzia per dare continuità alla scuola pubblica - afferma -, affinché sia un servizio veramente per tutti”.Elisa Barion
19 luglio 2010
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