SPETTACOLI ROVIGO Pupi Avati incanta a villa Badoer di Fratta Polesine

Quasi 72 anni, cultura da vendere e tanto brio

Re Artu San Valentino

A Fratta Polesine (Ro) Pupi Avati racconta la sua vita davanti al pubblico di Villa Badoer. Ha fatto il regista ma le strade intraprese all'inizio erano diverse. Una serata ammaliatrice e piena di suggestioni



Rovigo - E' stata una serata ricca di racconti, emozioni, suggestioni, amarcord, quella di domenica a Fratta Polesine in villa Badoer. Protagonista assoluto il grande regista e scrittore Pupi Avati che ha incantato il pubblico con il suo modo di fare molto ironico ma sempre velato di tanta malinconia e molta nostalgia. L'evento rientrava nell'11. edizione della rassegna "Sorsi d'autore: le ville venete un patrimonio da vivere" ed è stato inserito nella ricca programmazione di "Estate in villa Badoer 2010". Per un'ora e mezza la scalinata della dimora palladiana è stata illuminata dal brio di Avati che ha svelato tutta una serie di aneddoti e curiosità che da sempre accompagnano la sua vita di autore e regista. Lui che doveva laurearsi in scienze politiche per volontà della mamma e che invece prima ha cullato il sogno di diventare il miglior clarinettista di Bologna e poi, ripercorrendo le orme del padre, ha tentato la strada della regia che a distanza di una quarantina di film si può affermare con sicurezza essere stata per lui una scelta più che giusta. Pupi Avati compirà a novembre 72 anni e ha ancora molto da dare e da dire non solo al cinema ma anche alla cultura in generale. 

I presenti in villa Badoer sarebbero rimasti ore e ore ad ascoltarlo ancora mentre parlava della sua storia artistica, dell'amore per il jazz e la letteratura, della scoperta del grande schermo, degli incontri importanti della sua vita e degli attori con cui ha condiviso il suo percorso professionale. Tanto ha detto di sè Avati che alla fine la scrittrice e giornalista Cinzia Tani (moderatrice della serata) si è dimenticata di citare l'ultimo libro scritto da Avati ossia "Il figlio più piccolo". 

Nel corso della serata è stato possiile degustare vini e formaggi gentilmente offerti dai promoter. Mentre nella mente di tutti risuonavano ancora le ultime parole di Avati "Non bisogna mai cercare il proprio passato..." si è potuto visitare gratuitamente sia il museo archeologico nazionale che le stanze della Badoer.


Marco Scarazzatti

26 luglio 2010
Il telefonino di Rovigo

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