TURISMO ROVIGO Maria Adelade Avanzo, Unindustria: prima di pensare alla promozione, servono investimenti mirati ad aumentare la qualità delle strutture
Obiettivo primario: migliorare l'offerta

Il neo presidente della sezione turismo Unindustria Maria Adelaide Avanzo (foto a lato) illustra i propri progetti per dare slancio al settore in Polesine. Prima è necessario investire per migliorare la qualità dell'offerta, poi si passa alla fase di promozione. In questo quadro, bisogna unire le forze per canalizzare i progetti verso un'unica direzione
Rovigo - Sta lavorando alacremente la neo presidente della sezione turismo di Unindustria Rovigo, Maria Adelaide Avanzo, titolare dell’azienda agricola Ca’ Zen di Taglio di Po. Un incarico piuttosto delicato il suo, visto che il settore di cui si occupa è particolarmente rilevante per l’economia del Polesine, tuttavia Avanzo sembra avere le idee chiare su ciò che è necessario fare per dare nuovo impulso al sistema.“Prima di tutto bisogna puntare sul territorio, e su quanto può offrire - esordisce - migliorando la qualità dell’offerta turistica, dagli alloggi, alle attività ricreative alla cultura”, tant’è che ha già iniziato a monitorare le esigenze delle strutture polesane, per registrarne le carenze. Superata questa prima fase, il passo successivo è l’attività promozionale volta a dare slancio all’offerta realizzata. A tal proposito l’assessore regionale Marino Finozzi, durante la sua visita in Polesine lo scorso 15 luglio, ha sottolineato come alcune aree della regione fortemente vocate al turismo abbiano da tempo raggiunto un evidente grado di maturità, ben diversa è la situazione della provincia di Rovigo, dove il margine di crescita è ancora da esplorare e dove emerge la necessità di dotare l’area di un’immagine forte, che la caratterizzi nell’ambito dell’offerta veneta complessiva.Avanzo ritiene che il Polesine stia facendo qualche progresso: “Rispetto a 15 anni fa la situazione è senza dubbio migliorata - spiega Avanzo - ora è vero che il settore manca di organizzazione, ma i progetti, sebbene lenti e disordinati, ci sono, si tratta di coordinarli”. Un ritardo rispetto alle altre province che il presidente imputa al fatto che il Polesine sia una terra relativamente giovane: “Dobbiamo maturare - riprende - perché siamo una terra che si è scoperta dopo, siamo stati segnati dalle alluvioni, dalla povertà, dell’emigrazione”. In questo senso è necessario innescare un processo culturale che faccia vedere in primis ai Polesani il territorio come un prodotto turistico. Ecco perché gli sforzi degli enti e delle istituzioni vanno canalizzati in un’unica direzione, senza sprechi di risorse, “riuniti sotto lo stesso ombrello, ma ognuno con il proprio compito” aggiunge il neo presidente. In questo quadro, gli imprenditori “non devono piangersi addosso, quanto piuttosto darsi da fare e investire sulla propria attività. Il settore pubblico, spesso invocato, si muove di conseguenza”.Elisa Barion
2 agosto 2010
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