
Il pubblico di Fratta Polesine ha sfoderato il suo miglior applauso per Simona Atzori e per la Compagnia del Pescara Dance Festival, venerdì 6 agosto in Villa Badoer durante lo spettacolo Mamma dice
Questo è il mondo di Mamma dice, danza contemporanea con momenti di riflessione, che ha incantato in una notte stellata il numeroso pubblico, circa 400 spettatori, in Villa Badoer.
Per la V edizione di Estate in Villa Badoer ad esibirsi sul palco è stata Simona Atzori, con la Compagnia del Pescara Dance Festival, per un ora di puro spettacolo grazie alle mai banali coreografie di Paolo Londi.
Simona Atzori è un artista a 360°, danza e dipinge fin da piccola nonostante un handicap che per molti sarebbe stato insormontabile, nasce senza gli arti superiori, ma che per lei rappresenta una sorta di disegno Divino.
Grazie alla sua volontà invidiabile ha raggiunto moltissimi traguardi, ha studiato danza classica, si è laureata presso la facoltà di Visual Arts of Western Ontario in Canada e ha ricevuto moltissimi riconoscimenti internazionali.
Lo spettacolo Mamma Dice è stato realizzato nel 2007, nasce da un’idea di Paolo Londi dopo la nascita della figlia, supportato da Simona che rivela di voler diventare mamma un giorno se sarà possibile.
Tema affrontato con occhi esperti e realizzato in modo generale, affrontando tutte le fasi del percorso, dai timori della maternità, alla vita che è un valore straordinario e non va interrotta, alle innumerevoli visite mediche a cui deve sottoporsi la futura mamma.
Il feto parlante scandisce l’inizio delle nove coreografie, egli si confida con la propria madre, ne percepisce le gioie, le ansie, le attese e i momenti di sconforto poi tradotti in danza, eseguita impeccabilmente dalla Atzori e da altre tre camaleontiche ballerine che hanno saputo ricoprire di volta in volta personaggi differenti.
Incontrare Simona è stimolante, l’attenzione si concentra sulla grande artista che è, sui suoi stimoli e le sue passioni e non di certo sul suo problema.
Persona sempre in viaggio, in tournèe per la danza o per i suoi quadri, ha di rado tempo per se stessa e quando lo trova preferisce passarlo con i suoi amici e la sua famiglia.
Cos’è per lei la danza? Se non avesse ballato, cosa avrebbe fatto nella sua vita, oltre certo a dipingere?
Per me la danza è un insieme di sensazioni ed emozioni mescolate assieme, ma anche un misto di difficoltà che poi viene superata del tutto quando si è sul palco e si sente l’applauso del pubblico ed allora tutti i sacrifici fatti hanno veramente un senso.
La danza è ormai parte integrante di me e se non avessi ballato probabilmente sarei diventata una giornalista, mi piace moltissimo scrivere, infatti sto lavorando ad un libro autobiografico.
Danza e pittura, impegno nel campo artistico, cos’è per lei l’arte totale?
Per me la danza e la pittura, l’arte insomma, convivono dentro di me ormai da moltissimo tempo, loro sono il mio mezzo per trasmettere ciò che realmente sento e provo.
Il suo handicap, l’ha in qualche modo favorita?
Io non lo considero assolutamente un handicap, anzi.
Io sono una persona credente, credo in Dio; per me il Signore mi ha disegnato in questo modo e così sarei dovuta essere secondo il suo disegno.
Non mi sono mai sentita favorita, ho lavorato a lungo e duramente per arrivare dove sono ora.
Cosa può suggerire a chi, pur vivendo il suo medesimo problema, ha meno talento e meno forza d’animo?
Io faccio molti incontri motivazionali e molto spesso le persone più bisognose sono quelle che si considerano “normali”, sono loro che, credendo di non avere difetti hanno in realtà più problemi e sono loro che hanno maggiormente bisogno di essere motivate.
In questi incontri io spiego il valore immenso che ha la vita, che non va sprecata o buttata ma va assaporata in pieno, in qualunque situazione ci si trovi.
L’ha emozionata ballare per la prima volta nella splendida cornice di Villa Badoer, testimonianza del genio indiscusso del Palladio e patrimonio Unesco?
Si moltissimo, questa struttura è impressionante e bellissima, ballare con uno sfondo simile ha dato un tocco in più al tutto!
Temevo per la pioggia che fortunatamente non è arrivata ed anzi, il cielo era stellato questa sera ed ha reso veramente magica l’atmosfera.
Ecco, dunque, Simona Atzori.
36 anni di pura vivacità e passione, confermati da quella meravigliosa chioma di riccioli castani che le danno un’allure di mistero, ma alla fine con un sorriso si rivela: è una persona come tante, non la si deve guardare, ammirare o applaudire per il problema che ha, ma per com’è e per la sua arte, mai scontata e sempre profonda.
Martina Polo

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