ISTRUZIONE ROVIGO La frazione di Concadirame rischia la chiusura della scuola dell'infanzia. Il Comitato spontaneo Due Ponti lo vuole impedire

"Scongiuriamone la chiusura"

Re Artu San Valentino

Roberto Magaraggia appoggia le problematiche che il Comitato spontaneo Due Ponti di Concadirame gli ha presentato in merito alla probabile chiusura della scuola dell’infanzia Simplicia Cavalletto


Rovigo - La frazione di Concadirame rischia di perdere la scuola dell’infanzia e i portavoce del Comitato spontaneo Due Ponti non se ne danno pace. Salvare la scuola dell’infanzia Simplicia Cavalletto è l'obiettivo dell’intero paese che vedrebbe perdere anche l’ultimo servizio che la frazione possiede. La struttura è attualmente in proprietà pro tempore alla parrocchia della frazione e la gestione e stata affidata a Enzo Salomoni.

Luca e Stefano Raule, portavoce del Comitato spontaneo Due Ponti, da oltre un anno stanno lavorando perchè la scuola non chiuda ma possa proseguire la sua funzione. Per garantire il suo regolare servizio il comitato ha già autonomamente raccolto circa 11 adesioni per il prossimo settembre, e secondo i dati forniti dal registro dei battesimo della parrocchia di Concadirame già il prossimo anno ci potrebbero essere più adesioni. Ma anche con i numeri alla mano pare che la volontà dell’attuale presidenza sia quella di chiudere la scuola.

“Siamo senza parole - commentano Luca e Stefano Raule - non ci capacitiamo come si possa chiudere un servizio così utile alla popolazione. Abbiamo più volte chiesto di subentrare all’attuale gestione per poter garantire una prosecuzione dell’attività scolastica ma ci è sempre stata negata la possibilità di capire più accuratamente i veri motivi che spingono Enzo Salomoni ad interrompere il servizio”. I rappresentati del comitato spiegano poi che l’eventuale subentro del Comitato spontaneo Due Ponti per la gestione della scuola dell’infanzia Simplicia Cavalletto sarebbe di fatto dato in carica alla parrocchia stessa che ha già dato parere favorevole con il neo parroco Don Fabio Raule che da due anni a questa parte si batte perchè la struttura non venga chiusa.
“Non capiamo come mai l'amministrazione comunale ha speso all’incirca 200 mila euro per la ristrutturazione a la messa in norma della struttura non meno di una anno fa e adesso permetta che chiuda la sua funzione. A Roverdicrè la struttura che ospita circa 50 bambini non è di fatto a norma  - commentano Luca e Stefano Raule - Poi ci saremmo aspettati un intervento di Angelo Montagnolo, nostro compaesano, che di fatto non sta facendo nulla per impedire la chiusura della scuola. Non vorremmo che il presidente della camera consigliare, che ha avuto un notevole supporto per le scorse elezioni, si dimenticasse di noi e solo all’ultimo, per un pugno di voti, intervenisse - in conclusione Luca e Stefano Raule commentano -  Ci aspettiamo delle risposte e delle azioni importanti da parte dell'amministrazione comunale”.
14 agosto 2010
Il telefonino di Rovigo

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