SEX AND THE COUNTRY Giovane, bello e bravo: il chitarrista Davide Ferrario collabora con Barbara e le amiche muoiono d'invidia

Travaso di bile

Davide Ferrario
Davide Ferrario
Re Artu San Valentino

La collaborazione con Davide Ferrario suscita l'invidia delle amiche di Barbara. Come fossero un plotone di esecuzione, si sono precipitate a casa sua per saperne di più... del resto un ragazzo giovane, bello e famoso non passa certo inosservato!


Non vi posso nemmeno far lontanamente immaginare la faccia sgomenta, adirata, stravolta, livida della Stefania. Io sto salendo le scale e me la ritrovo sulla porta che mi sfodera un sorriso a denti stretti, 156 chili di denti aguzzi, acuminati pronti ad azzannarmi. Io le rivolgo un timido saluto e spingendo la chiave nella toppa cerco di aprirmi lestamente un varco e divincolarmi dall'occhio assassino della amica del cuore, sperando di comprarmi un pittbull o un dogo argentino on line che mi venga recapitato prima che io finisca le mie scorte alimentari e possa quindi riuscire di casa degnamente scortata.
Ma la Stefy è troppo furba: si precipita in casa mia ancor prima che io vi sia entrata, raggiunge il mio soggiorno, sprofonda le sue unghie nel divano e mi chiede: “Com'è che conosci quello?”. Accidenti, penso, sono fritta. La colpa è mia, ne ho scritto molto, l'ho invitato due volte a cena, abbiamo provato tante sere se i nostri software erano compatibili, ha caricato e scaricato valigie da casa mia (contenevano computer e strumenti musicali ma l'occhio malizioso di Stefania chissà a cosa avrà pensato: forse a corde bondage con cui l'ho legato al letto per abusare della sua giovane età), ha usato la mia cantina come suo magazzino, saliva e scendeva le scale mimando accordi e assoli. Riceveva telefonate strane, tipo dal manager di Battiato.
Ed io, stupida, credevo che questo ben di dio, eh sì, bello è proprio bello, passasse inosservato a Stefania? Dovevo immaginarmelo che mi avrebbe fatto una scenata. Anche se, che ve lo dico a fare, scenata è riduttivo.

“E' Davide Ferrario, vero? Carino” continua la valchiria. Ed io allora penso che anche un mio caro amico da quando gli ho detto che lo frequentavo, improvvisamente non mi ha chiamata più.

Devo quindi dedurre che ho contratto un morbo, il morbo dell'invidia del divismo. Ma il divismo è inventato da quanti aspirano al divismo stesso. In sé e per sé non esiste se non come project financing. Vi spiego: le uniche volte che ho sentito Davide un po' divo e un po' fighetto è appunto quando si relaziona al mondo dei divi e dei fighetti. Poi gli passa e torna normale.
Anzi, torna la persona meravigliosa che è, quella per cui lo amano i suoi amici, che poi gli amici, alla fine, sono l'unica cosa che conta nella vita.
Sì, questo discorso fila ma ovviamente non vale per Stefania. “E allora cos'hai fatto? L'hai drogato per farlo partecipare a quella tua artistata sul cuore del mondo che batte? Perché di sicuro non era in sé, l'ho visto: è bello. L'ho sentito: canta da dio. Suona da dio. L'hai pagato! Ti sei indebitata per portarlo alla mostra! Si veste anche bene! Non mi torna la faccenda”.
Come si veste anche bene e non ti torna la faccenda? Penso tra me: brutta antipatica di una befana! Poi mi guardo e vedo che, beh, insomma, il mio look in questo periodo di lavoro ciclopico è un po' trasender!
Cioè trasandato e così poco femminile che un transgender potrebbe solo impietosirsi di fronte al mio vestito vestaglia blu elettrico. Oppure chiedermi a quale spacciatore mi sono rivolta per essere ridotta così.
Io vorrei dire a Stefania tante cose, che amo l'arte sul serio, che Davide mi è molto caro perché è un ragazzo buonissimo, che potrebbe essere mio figlio per quanto mi riguarda.
Ma mi crederebbe? O, diciamoci la verità, vorrei che mi credesse?

Ci sono così poche occasioni nella vita per farsi un po' belle di fronte alle amiche che sfoggiare un ragazzo come Davide alla fine mi conviene, penso.

Allora la guardo trionfante, mi accendo una sigaretta e metto le mie gambe magre sotto il suo naso.
Senza parlare, fumo, sorrido, la guardo con aria di sfida.
Per un attimo penso di averla in pugno. Lei travasa bile come io mi travaso bloody mary.
Poi guarda l'orologio ringhiando e in quel mentre suona il mio citofono.
Ignara di tutto, io la guardo perplessa mentre lei, con scatto felino, è già alla porta: “Sono la Vale la Franci e la Paola” dice ghignando.
Ed io mi sento un condannato a morte davanti al plotone di esecuzione.
Le mie amiche mi attorniano mentre io sprofondo nel divano. Fantozziana, quasi ingoio la sigaretta e dico, con un fil di voce: “Ragazze... mi ha detto che vi vuole conoscere! Assolutamente! Adesso è in viaggio per lavoro ma quando torna...”.
Se qualcuno mi porta un pittbull, forse esco di casa. Per il momento non posso.

Barbara Codogno
anubi31@gmail.com

30 agosto 2010
Il telefonino di Rovigo

Correlati:

  • I colori sepolti dal mare

    ARS ATTACK Le foto di Anna Molin a Ca' Gottardi a Venezia, squarci inediti della città fino al 20 febbraio

  • Un bel sorriso è molto più sexy di un lifting

    SEX AND THE COUNTRY Belle e perfette ad ogni costo, le donne d'oggi inseguono una performance estetica che nulla ha a che vedere con la conquista del patner. Molto più utile è ascoltare l'esperienza della Pina, la signora delle pulizie

  • L'oroscopo del desideri

    LO DICONO LE STELLE La forza dell'autodeterminazione del destino, il 2012 segno per segno, un'idea di Barbara Codogno

  • L'Apocalisse alle porte

    SEX AND THE COUNTRY I Maya, Nostradamus, le previsioni astronomiche e l'astrologia pronosticano la fine del mondo per il 21-12-2012. Tanto vale godersela

  • Non tutti uguali ma sempre maiali

    SEX AND THE COUNTRY Una nuova suddivisione per gli uomini che si comportano da porci: di destra o di sinistra

  • Mao... ma quanto sono bello!

    SEX AND THE COUNTRY La storia di Fulvio, gatto dandy che frequenta i saloni di bellezza e i cinema d'essai

  • La mamma artista

    ARS ATTACK Opere realizzate con tessuto, plastica e materiali del quotidiano. Il catalogo di Laura Stefani

Caaf Cgil