RUGBY ROVIGO DELTA La società ha espresso l'intento di puntare allo scudetto oltre a quello di cercare un segretario che sappia l'inglese

Retaggi del passato

Pierpaolo Modonesi, Renzo Bullo e Francesco Zambelli
Re Artu San Valentino

Cercasi persona (uomo o donna) provata esperienza, lavoro segreteria, padronanza lingua inglese parlata e scritta, mansioni d'ufficio, disposta a diventare dirigente. Rivolgersi alla Rugby Rovigo Delta. È l’epilogo della conferenza stampa nella quale il presidente onorario Zambelli presenta questo singolare bando di concorso. Per il resto, cose già sentite a parte la Rugby House


Rovigo - Non ce ne vogliano il presidente Renzo Bullo e quello onorario Francesco Zambelli, ma ci saremmo aspettati maggiore verve dalla conferenza stampa. Si è trattato invece di un dejà vu del tipo: “Dovremo attendere ancora il piccolo Galles, step by step, obiettivi minimi e obiettivi massimi” in un contesto piatto contraddistinto dagli impegni dei due protagonisti che occhieggiavano l’orologio per impegni da osservare o rispondevano al cellulare.
Suppergiù un’oretta senza particolari emozioni con Bullo che ha parlato di cose risapute: “Chiediamo a tutti un po’di pazienza perché cose da fare ce n’è una quantità enorme. I tempi sono ristretti e il calendario dello stato dell’arte è molto laborioso. Il 6 settembre a Villa Badoer di Fratta  presentazione della società prima del via al campionato di Eccellenza. Siamo oramai a settembre e quello che potevamo fare l’abbiamo fatto e di corsa - ha proseguito Bullo - e ci siamo già dati delle basi fondamentali su cui bisogna continuare a crescere con trasparenza e condivisione. Ovvio ci sia qualche sbavatura, non pretendiamo il contrario, ma non ci manca la buona volontà per raggiungere ed ottimizzare il coordinamento e la realizzazione di una società: chiediamo il contributo di tutti”.
Si è parlato poi della riunificazione delle segreterie con Monti e Junior, una nota positiva anche se, a tratti, è sembrato di sentire i vecchi presidenti ad ogni inizio campionato sollecitavano l’apporto dei tifosi  “il sedicesimo uomo in campo”. E continuando Bullo ribadiva: “Quando sento che meglio di così non si può fare, dico che non è vero; si deve riflettere e trovare soluzioni e confido molto nella campagna abbonamenti”. Un cenno anche alla Rugby House (la casetta, ndr) che riaprirà i battenti, punto di aggregazione dei supporters e dei giocatori: a presto dovremmo vederla riaperta, non come un dopolavoro. Sarà gestita da Fausto Boreggio.   
E lo sponsor Francesco Zambelli (400mila euro più un premio da 100mila) parlando di bilancio, non ha potuto nascondere la necessità di reperire 250 mila euro. Ma come? “Una parte, 100 mila,  dai tifosi al Battaglini (sperando in gare di cartello come col Viadana, ndr) e i rimanenti dalle realtà imprenditoriali del territorio (la Solmec si è già fatta partecipe). Per non sforare il budget - ha aggiunto Zambelli - e non trovarci spiazzati nei primi mesi del prossimo anno. Mi sento un po’ garante della costituzione della nuova società in quanto i soci sono stati da me contattati, ma soprattutto convinti della bontà di questa operazione. E già da ora prendo l’occasione per lanciare la campagna abbonamenti. Inoltre con la prima gara di Amlin Cup dovremmo avere la nuova maglia col nome degli sponsors tecnici. Se riusciremo nell’intento di portare a casa una grossa sponsorizzazione - ha concluso Francesco Zambelli - il nostro primo obiettivo sarà quello di vincere il campionato, promuovere il rugby giovanile e anche nelle scuole, ciò che la società vuole”.
Un movimento virtuoso apprezzabile che, stanti le premesse, potrebbe realizzarsi. Certo è che dal 1991 si è tutti in attesa dell’inversione di tendenza, mai avveratasi.
Che sia la volta buona?

Piergiorgio Callegari
 
31 agosto 2010
Il telefonino di Rovigo

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