AMBIENTE ROVIGO Renzo Marangon e Fare Ambiente contro la ricerca di idrocarburi in 38 comuni della provincia

No ad un Polesine gruviera

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Renzo Marangon, coordinatore provinciale del movimento ecologista Fare Ambiente, si oppone alla ricerca di idrocarburi nel sottosuolo polesano e alla successiva estrazione di metano. Una richiesta avanzata dalla ditta texana Aleanna Resources alla regione Veneto, a cui la commissione Via regionale potrebbe dare l'ok


Rovigo - Un “no” categorico alla ricerca di gas metano in Polesine arriva dal movimento ecologista Fare Ambiente, attraverso il coordinatore provinciale Renzo Marangon, assessore regionale all’Urbanistica nella passata legislatura, e il dirigente Daniele Verzola (già presidente di Polaris srl).
E’ Marangon a raccontare come la nostra provincia di trivellazioni ne abbia sopportate tante, in particolare tra gli anni 1948-1958, quando il territorio, nella zona di Donada e Porto Viro, “si era trasformato in una vera e propria terra di conquista per la ricerca dei giacimenti”. Operazioni che con il tempo hanno provocato il fenomeno della subsidenza, con punte di abbassamento del terreno rispetto al livello del mare anche di 4 metri (la media è di 2,5), prima che il Governo decidesse di interromperle.
Eppure le richieste di monitoraggio rivolte alla Regione Veneto, negli anni successivi, sono state periodiche e cicliche, “ma Galan ha sempre detto di no - aggiunge Marangon - tant’è che pensavamo di essercene liberati”.

Questa volta però si torna a parlarne con preoccupazione, perché la ditta texana interessata, la Aleanna Resources, è particolarmente aggressiva: la ricerca “pre-trivellazioni” si svolgerebbe in modo vasto e ampio su un’area di 38 Comuni rodigini, con un investimento di 10-15 milioni di euro a pozzo. La richiesta di aprire un pozzo esplorativo a 3.500 metri di profondità sarà avanzata dopo aver rilevato la presenza di metano “bagnato” attraverso le onde sonore provocate dal passaggio di pesanti Tir intorno alla zona interessata.
Su queste operazioni, che non comportano compensazioni o indennizzi per il territorio - riprende Marangon - vogliamo far prevalere il principio di precauzione. La tecnologia avanzata legata ai monitoraggi e alle estrazioni non contrasta i danni che si potrebbero provocare”.
Mentre si attende la posizione del presidente Luca Zaia sulla questione, che dovrà dire la sua attraverso la commissione Via regionale, Fare Ambiente è deciso ad avviare un raccolta firme contro le trivellazioni, ed organizzerà delle mostre fotografiche nelle scuole per mostrare il Polesine prima e dopo le estrazioni degli anni ’50.

Anche il Movimento 5 stelle si è attivato contro la proposta di Aleanna Resources. Sarà presente con banchetti informativi e di raccolta firme sabato 4 settembre dalle ore 10 ad Adria in Corso Vittorio Emanuele, piazza C. Groto, dalle ore 17 davanti al castello di Arquà Polesine e sul barcone antinucleare che alle ore 15 da Chioggia si dirigerà al Lido di Venezia per una manifestazione davanti al Palazzo del Cinema.

Elisa Barion
2 settembre 2010
Il telefonino di Rovigo

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