SINODO DIOCESANO Il vescovo Soravito de Franceschi illustra i lavori del terzo anno che si aprirà domenica 19 settembre

Il rinnovamento della Chiesa

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Il Vescovo Lucio Soravito De Franceschi ha presentato il percorso del terzo anno sinodale che si aprirà con una cerimonia solenne nella cattedrale di Adria domenica 19 settembre. Famiglia, giovani e poveri i tre "soggetti" al centro del percorso di rinnovamento della Chiesa


Rovigo - Si aprirà domenica 19 settembre il terzo anno del Sinodo diocesano, con una celebrazione solenne nella Cattedrale di Adria. Ad annunciarlo è il Vescovo della diocesi di Adria e Rovigo Lucio Soravito De Franceschi, in conferenza stampa mercoledì 8 settembre. Con l’occasione, il Vescovo ha ricordato le finalità dell’evento triennale iniziato nel 2008/2009, e che nella nostra diocesi si è tenuto l’ultima volta nel 1958 ad Adria, un evento che definisce “storico, dal momento che la Chiesa non può sottrarsi dal rivedere il proprio modo di essere e di agire nella comunità”.
La Chiesa quindi si rinnova, come spiega il vescovo: “Intende rivedere e reimpostare la vita ecclesiale in modo corrispondente al percorso di indicato da Dio, ma in modo funzionale alla comunità cristiana”.

Se il primo anno il Sinodo è servito a tracciare un quadro della situazione socio-culturale, religiosa e pastorale del Polesine e delle parrocchie, e nel 2009/2010 ha permesso di delineare il tipo di comunità cristiana richiesta dalla situazione fotografata e il suo modo di interagire con le istituzioni civili, nel terzo anno di lavoro la Chiesa intende progettare l’azione necessaria in favore di tre “soggetti” che hanno un ruolo decisivo nelle comunità: la famiglie, i giovani e i poveri, “ma anche la società civile - sottolinea il Vescovo - deve cambiare”.

Perciò traccia una serie di problematiche che è necessario risolvere. Prima fra tutte, la mancanza di politiche familiari serie, “perché fiscalmente stanno meglio i conviventi e le coppie senza figli”, l’alto tasso di separazioni e divorzi e la scarsa natalità, “siamo la provincia con il più basso tasso in Italia” rimarca Mons. Soravito. Come le famiglie, anche i giovani hanno bisogno di essere sostenuti: “Chi studia, chi cerca lavoro, come impiegare il tempo libero, e come aiutare “chi è scivolato nella devianza” spiega. Infine, i poveri, triplicati rispetto al passato, “per i quali serve sinergia e convergenza tra le forze sociali, e un senso di solidarietà sempre vivo”, ma esistono anche i poveri di salute, i poveri di relazioni, “il 16% delle famiglie polesane è mononucleare” ricorda il Vescovo, i poveri di senso, “nei primi tre mesi dell’anno i suicidi in Polesine sono stati 6, e i tentati suicidi ben 41” il dato allarmante riportato nei quaderni del Sinodo.

Il terzo anno del Sinodo, quindi, si propone di sviluppare le azioni per migliorare il futuro della comunità cristiana e non, “si viene in Chiesa per essere cristiani fuori” insegna. Anche l’inserimento degli immigrati, il 7% della popolazione, è un percorso importante che il Sinodo insegna ad intraprendere. Su questo Mons. Lucio Soravito ammonisce: “Io non accetto che vengano rinchiusi in un campo di concentramento come il Cie”.

Elisa Barion
8 settembre 2010

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