SCUOLA ROVIGO Primo giorno per 27 mila studenti polesani: aule sovraffollate e meno insegnanti

Grazie Gelmini, una prima classe da 34 alunni

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Primo giorno di scuola per 27 mila studenti polesani, dalle scuole per l'infanzia agli istituti superiori. I tagli previsti dalla riforma Gelmini sembrano pesare duramente sull'organizzazione delle classi, sempre più numerose - parecchie oltre i 30 studenti - ma con un minor numero di docenti impiegati


Rovigo - Lunedì 13 settembre è suonata la prima campanella per 27 mila studenti polesani. Il nuovo anno scolastico si apre all’insegna di una situazione che appare già critica: aumento degli alunni, classi più numerose e contemporanea diminuzione dei docenti (200 in meno rispetto allo scorso anno) (La vertigine dei tagli), in seguito ai tagli previsti dalla riforma Gelmini.
Se per legge il tetto massimo di alunni per classe è stato portato a 33, nei 37 istituti di ogni ordine e grado della Provincia tale numero è stato non solo raggiunto ma addirittura superato. Classi, soprattutto prime, di 31, 32 o 33 studenti, e non solo: una prima superiore ha iniziato l’anno con 34 alunni, in deroga alla legge ministeriale.
Scioccati diversi insegnanti rodigini che hanno varcato le porte delle aule e si sono trovati più di 30 ragazzi nelle prime classi seduti tra i banchi ad attenderli.
La media polesana in aula è di 19,8 studenti, che aumentano a 23 nelle 103 classi della scuola per l’infanzia, scendono a 16 nelle 523 classi della primaria, si assestano intorno ai 20 studenti nelle 293 classi delle scuole medie e a 21 nelle 449 classi degli istituti superiori.

“C’è amarezza e preoccupazione - sbotta Bertilla Gregnanin, segretaria Uil scuola -, si dice che il buongiorno si vede dal mattino, eppure la situazione più critica si registra nella scuola primaria, dove l’insegnate prevalente deve fare fronte a classi numerose, nelle quali è inserito un numero sempre maggiore di studenti stranieri e casi di alunni che soffrono di handicap gravi, a fronte di una minor presenza di insegnanti di sostegno e di personale di supporto dell'Ulss”.
In questo quadro drammatico, il problema più immediato sembra legato alla sicurezza: “E’ difficile per un insegnante sorvegliare tanti studenti - prosegue Gregnanin - e visto il taglio del 6% al personale Ata, anche fuori dall’aula la sorveglianza viene meno”.

Sembra più ottimista, invece, il sindaco di Rovigo Fausto Merchiori: “La scuola rodigina, di ogni ordine e grado, vanta sicuri livelli di alta qualità” sebbene la nuova organizzazione del settore non convinca nessuno. Secondo le sue parole il presupposto fondamentale affinché la scuola di Rovigo sia una “buona scuola”, “è dato dalla qualità del rapporto educativo e formativo che, nel proprio percorso, ogni soggetto che compone il “sistema scuola” sa e vuole responsabilmente instaurare” conclude.

Gli alunni entrano in classe anche con l’augurio del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, consapevole della fase transitoria in cui versa il sistema. “Tutti dobbiamo riflettere sul fatto che, per la scuola, questo sarà un anno di svolta e di verifica delle riforme che sono state recentemente introdotte dal Governo - afferma - Sono certo che ognuno darà il suo costruttivo contributo e che alla fine avremo elementi importanti per capire se la strada intrapresa è quella giusta”.

Meno incoraggiante, invece, la prospettiva di Gregnanin: “L’obiettivo, in questo nuovo anno scolastico, non è più perseguire un progetto educativo, ma fare quello che si può”.

Elisa Barion

13 settembre 2010

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