GIOVANI ROVIGO La testimonianza di chi al rave party di Fiesso Umbertiano, sfollato dai carabinieri, c'era davvero

La notte brava di una ragazza rodigina

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RovigoOggi.it ha raccolto la testimonianza di Sara (nome di fantasia), 26 anni, rodigina, che sabato 19 settembre ha partecipato ad un rave party in località Piacentina, zona industriale di Fiesso Umbertiano. Un sabato sera alla ricerca dell'autodistruzione, del divertimento attraverso lo sballo


Rovigo - Era stato organizzato a Piacentina, località di Fiesso Umbertiano, il rave party che i Carabinieri hanno interrotto nella notte tra sabato 18 e domenica 19 settembre. RovigoOggi.it ha raccolto la testimonianza di Sara (nome di fantasia), 26 anni di Rovigo, che alla festa abusiva ha partecipato, andandosene prima dell’arrivo delle forze dell’ordine. “Ero arrivata presto - spiega - per andarmene altrettanto presto, compatibilmente con gli orari della classica serata in discoteca con le amiche, ma sapevo che la festa sarebbe durata fino a mezzogiorno del giorno successivo”. Da qui parte il racconto di questa esperienza.
Il tam tam era partito da un avviso su un sito internet tedesco (.de) che fa circa 15 mila visite al giorno e per questo gode di una certa autorevolezza. Il sito abitualmente avverte gli interessati sulle varie “feste” che vengono organizzate in Italia e in Europa. Un po’ per curiosità, un po’ trascinata dagli amici, Sara ha deciso di partecipare. Si sa che un rave è un raduno abusivo dove ci si ritrova ad ascoltare musica e, senza girarci troppo intorno, a consumare vari tipi di droghe, circondati da persone che fanno altrettanto, senza l’ossessione di essere “beccati” dalle forze dell’ordine.

Inizialmente pareva si dovesse tenere al lido di Volano, poi è arrivato un sms in cui si comunicava che la destinazione era cambiata. “Bologna - recitava - le indicazioni per il posto le mandiamo tra poco”. Mezz’ora dopo l’ennesimo cambio di programma, non più Bologna, ma Fiesso Umbertiano. Questo l’sms con le indicazioni: “Uscita autostrada Ve/Bo, segui per Fiesso. Dopo il cavalcavia, 800 metri avanti, superi il cartello “Piacentina” e svolti subito a destra. Prosegui dritto 500 metri seguendo le fabbriche, prendi la prima a destra e ti ci trovi davanti”.
“Era mezzanotte - ricorda la ragazza - e a tratti pioveva. Abbiamo percorso la strada più e più volte seguendo le indicazioni verso il centro di Fiesso prima, e in direzione opposta poi, ma nulla da fare, della festa non c’era traccia”. Nessuna automobile parcheggiata, nessuna indicazione, nessun movimento insolito, nel frattempo si fa quasi l’una. Chiedendo ad alcuni ragazzi con le auto in sosta nella zona industriale indicata dal sms, si scopre da “indicazioni più precise” che si sta cercando un pino. Proprio così, un pino accanto ad un cancello aperto.

Finalmente si trova l’ingresso, per il quale non è previsto il pagamento di alcun biglietto. Il pesante cancello in ferro è spalancato, “un paio di auto erano parcheggiate sul retro di un enorme capannone abbandonato - prosegue Sara - abbiamo varcato la soglia del fabbricato e al buio ci siamo diretti verso un gruppo di ragazzi che muniti di furgone stava montando un mixer e le casse. Qualcun altro stava preparando la zona bar, altri erano dalla parte opposta della struttura, a predisporre l’angolo della musica techno. Si facevano luce con delle pile o con i cellulari. Un generatore illuminava la zona del bar, e dava corrente alle casse, tutti gli altri erano al buio”.
Partita la musica, Sara racconta come sia stato impossibile vedere il popolo del rave che si radunava: “Arrivavano a frotte, in breve mi sono ritrovata in mezzo ad almeno 500 persone”. Si trattava di ragazzi di varie età: giovanissimi che a guardarli non avranno avuto più di 15 anni, altri sulla trentina, altri ancora sui 40, tutti vestiti con lo stesso stile, qualcuno aveva addirittura con sé il cane al guinzaglio. Si è stupita a vedere come alcuni facessero la fila davanti alle casse che diffondevano il suono della musica goa a volume assordante. Perché? “Mi hanno spiegato che è una pratica abituale quando si assume qualche droga, specie se sintetica, perché aiuta a calarsi meglio nell’atmosfera della festa” sottolinea Sara, che nel frattempo ha iniziato ad essere avvicinata per sapere se aveva “erba” ovvero della marijuana da fumare, se voleva “speed”, una potente anfetamina, altri ancora le hanno chiesto se sapeva dove trovare dell’“md” (nome gergale per l'emmediemmea, il principio attivo più comune contenuto nelle pasticche di exstasy). E pensare che un piccolo camper era parcheggiato proprio nella zona della musica techno. Dai finestrini aperti e illuminati si poteva vedere un tavolino all’interno dove erano appoggiati alcuni sacchetti trasparenti contenenti pasticche bianche mentre di quelli più scuri non si poteva vedere il contenuto. “Lì si poteva trovare di tutto” commenta la ragazza.

Nel frattempo, i primi effetti sui consumatori cominciavano a farsi vedere: “Mi è passato di fianco un ragazzo che non riusciva quasi più a camminare - racconta -. Si reggeva a fatica in piedi e stava curvo all’indietro, con i tendini del collo tirati, la bocca spalancata e lo sguardo fisso. Una ragazza lo spingeva avanti a fatica. Anche lei aveva dei seri problemi di deambulazione, finché ad un certo punto non ce l’hanno più fatta e si sono accasciati entrambi a terra ma non lasciavano avvicinare nessuno. Erano seduti sul guano dei colombi...”.
Intorno alle tre, da una porta alle spalle del dj comincia ad uscire un denso fumo bianco: è esploso un estintore. Sara, che è lì vicino, decide di uscire a prendere un po’ d’aria. Percorre tutto il capannone al buio, facendosi luce con il cellulare, fino alla porta da cui era entrata. “Lì fuori sembrava di essere al mercato - prosegue - chi aveva droga da vendere si era appostato lì davanti per essere pronto all’eventuale fuga. Una ragazza urlava “Erba! Erba buona!”, un altro “Trip! Chi vuole trip?”, era un delirio”.

Sara se n'è andata quando ha visto due taxi arrivare fino al cancello per far scendere altri avventori. “Ho pensato che l’arrivo della polizia o dei carabinieri sarebbe stata questione di pochi minuti” spiega. Così, alle 3.30 del mattino, si è concluso il sabato sera alternativo, o meglio, "da sballo".

Elisa Barion
21 settembre 2010

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