I gestori delle piscine polesane insorgono: in provincia bollette idriche più care di elettricità e gas!
Rovigo – La pazienza e l'attesa sono finite. Da troppo tempo le istituzioni del settore non prestano sufficiente attenzione al problema dei costi dell'acqua. Dopo il clamoroso caso delle bollette astronomiche del comprensorio adriese di qualche anno fa, sono i gestori delle piscine polesane ad insorgere. Gianni Gross, responsabile del Polo Natatorio di Rovigo: “Siamo in una provincia ricca di acqua eppure l'acqua ha un costo altissimo al contatore, il più alto del Veneto. Sono anni che cerchiamo di dialogare con le istituzioni, invano”. E' un autentico grido di allarme quello che Gianfranco Bardelle, Antonio Baldetti, Gianni Gross e Marco Domeneghetti, responsabili delle piscine rispettivamentedi Occhiobello, Adria e Porto Viro, Rovigo e Castelmassa intendono lanciare attraverso gli organi di stampa.
Nella conferenza stampa indetta in mattinata presso la saletta riunioni del Polo Natatorio rodigino i gestori delle piscine polesane hanno snocciolato dati impressionanti: in provincia il costo al metro cubo dell'acqua potabile (usata per riempire le vasche oltre che per i servizi) è di 2,94 € a fronte di 1,76 € in provincia di Treviso, 1,59 € in provincia di Padova e a prezzi ancora inferiori nelle altre province. Nella vicina Copparo l'acqua ha un prezzo di 1,76 € al metro cubo. “Se poi consideriamo l'Iva al 10% il costo è di 3,24 € al m3 cioè quasi il doppio che altrove – ha aggiunto Gross - e noi gestori siamo società sportive dilettantische, esenti Iva e non possiamo quindi recuperare l'Iva sugli acquisti”. “Non siamo degli spreconi di acqua – ha affermato Marco Domeneghetti – filtriamo e ricicliamo parte dell'acqua acquistata ma l'igiene richiede comunque un ricambio e poi dobbiamo sottostare a normative rigide e a controlli regolari e costanti. Gli impianti piccoli sono più penalizzati”. Antonio Baldetti ha ricordato il caso adriese: “Noi ci siamo trovati a fronteggiare una bolletta di 100 mila Euro per consumi retroattivi! Ma io gestore come faccio a chiedere ai miei utenti di pagarmi un po' di più per costi retroattivi?”. Gianfranco Bardelle ha rincarato la dose: “Nello stesso periodo di tempo ad Occhiobello abbiamo sostenuto bollette per 91mila Euro di acqua, 71mila Euro di elettricità e 67mila Euro di gas. L'acqua ci costa quasi il 30% più del gas per riscardarla e riscaldare l'impianto!”
“Di questo passo – conclude Gross - considerando che pratichiamo tariffe convenzionate che non ci consentono di scaricare sull'utenza questi costi assolutamente anomali, si mette a repentaglio la sopravvivenza degli impianti natatori. Chiediamo agli amministratori di riceverci e di affrontare congiuntamente questo problema”.
Già, sembra infatti che gli amministratori dell'autorità competente siano stati sollecitati in tal senso fin dal 2006, senza esito. Alcune amministrazioni hanno chiesto pareri ad altre istituzioni e laboratori ma i gestori attendono ancora risposte da allora e ormai sono passati 15 mesi.
Cosa chiederete agli amministratori? “Di poter usufruire di tariffe agevolate in quanto grandi consumatori – spiega Baldetti – alla stregua degli orticoltori di Lusia e dei lavoratori degli stabulari del pesce. Chiediamo inoltre di scorporare il costo dell'acqua delle vasche da quelle dei servizi come refluo fognario perchè facilmente l'acqua di una piscina si può declorare e immettere negli scarichi delle acque bianche”. E, a parte Venezia, Rovigo ha il costo più alto del Veneto anche a livello di scarico fognario.
Vale la pena ricordare che negli impianti polesani si stimano circa un milione di presenze l'anno di cui circa 800mila per attività organizzate per tutti i cittadini, dalle fasce baby agli anziani, dagli atleti alle persone in riabilitazione.