SOLIDARIETA' ROVIGO La bimba irakena, "adottata" dall'Ulss 18 e dalla Croce rossa, è stata dimessa

Nooralhuda finalmente sorride

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Dimessa la bimba irakena di due anni sottoposta all'intervento di neurochirurgia per riparare la lesione del plesso brachiale. Ora, con un ingessatura che va dal torace al braccio, è ospite, con i suoi genitori, della Croce rossa di Rovigo. Riconoscenza alla direzione dell'Ulss 18 da parte dei genitori e dell'ambasciata italiana a Baghdad



Rovigo - Si è concluso felicemente l'iter ospedaliero della piccola Nooralhuda, la bambina irakena di due anni ricoverata presso l’ospedale di Rovigo per il secondo intervento riparativo della grave lesione del plesso brachiale di cui era portatrice.

L'intervento è stato eseguito con successo in data 21 settembre da Stefano  Ferraresi, primario della Neurochirurgia, e dalla sua équipe (La cura e l'amore superano le frontiere).



La bimba era giunta in Italia, insieme ai genitori, per la cura della gravissima paralisi del braccio riportata durante il parto.

Dopo essere stata sottoposta l'anno scorso, sempre presso il servizio  Neurochirurgia dell’Azienda Ulss 18 di Rovigo, ad un primo intervento di ricostruzione nervosa, che nel frattempo ha rianimato la elevazione e la flessione del braccio, la piccola è stata sottoposta ad un ulteriore intervento di "ribilanciamento" neuromuscolare per ottimizzare la funzione della spalla e del gomito.

Ora la bambina è ospite della Croce rossa italiana di Rovigo, e l'attendono alcuni giorni con una "scomoda" ingessatura che avvolge il torace ed il braccio lesionato. Successivamente Nooralhuda continuerà la fisioterapia, fino ad uno sperato, e prevedibile, successo della riparazione. 



Piena soddisfazione e riconoscenza alla direzione della Ulss 18 di Rovigo e alla Croce rossa italiana sono state espresse da Massimo De Lisio, rappresentante della ambasciata italiana in Baghdad. Anche i genitori della bimba irakena desiderano fortemente ringraziare tutte le persone che hanno contribuito a far tornare il sorriso alla loro piccola Nooralhuda.

Il sorriso di Nooralhuda e quello dei suoi giovani genitori, è  la migliore ricompensa alle fatiche di tutti quelli che si sono  impegnati per questo non facile lavoro.

1 ottobre 2010

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