SCUOLA ROVIGO A tre settimane dall'inizio delle lezioni i primi bilanci della riforma Gelmini. L'allarme lanciato da Gregnanin della Uil

Ora a rischio igiene e sicurezza

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Problemi di igiene e vivibilità nelle aule a causa dell'elevato numero di studenti, pochi collaboratori scolastici per la sorveglianza e l'assistenza dei piccoli nelle scuole dell'infanzia, diminuzione delle ore nelle materie di indirizzo negli istituti superiori: a tre settimane dall'avvio dell'anno scolastico le problematiche del mondo della scuola diventano concrete


Rovigo - A tre settimane dall’inizio dell’anno scolastico, le problematiche che affliggono il mondo dell’istruzione diventano concrete, e a farne le spese sono soprattutto gli studenti. I tagli inferti al settore dalla riforma Gelmini hanno infatti aperto notevoli problematiche che interessano tutte le scuole di ogni ordine e grado. A parlarne è Bertilla Gregnanin, segretario della Uil scuola, che ha concluso mercoledì 6 ottobre, una serie di assemblee negli istituti del territorio per fare il punto della situazione a livello provinciale.

Il problema più grave che è emerso con forza riguarda la vivibilità degli ambienti scolastici e la loro igiene. Ad incidere su questa situazione è in particolare l’elevato numero di studenti per classe: “Nelle scuole medie Parenzo e a San Martino di Venezze - spiega Gregnanin - i numeri sono al limite. In aula i ragazzi sono come formiche e a quanto riferiscono gli insegnanti, la cubatura delle aule non è sufficiente perché quasi non si respira”. Stando alle parole del segretario anche il semplice gesto di scrivere alla lavagna, in alcuni casi, è diventato un’impresa: potrebbe sembrare comico, ma i banchi sono talmente vicini tra loro e a ridosso della cattedra che non è semplice destreggiarsi per fare i movimenti più semplici.
La scuola dell’infanzia risente invece dei tagli al personale Ata, oltre che al personale docente: i collaboratori scolastici sono pochi, e spesso si ritrovano a dover badare da soli a diverse decine di bambini, “che hanno esigenze particolari, come ad esempio di essere cambiati o accompagnati al bagno - rimarca Gregnanin - ecco che spesso viene meno il compito fondamentale di igiene e cura dei piccoli”. Inoltre, a conclusione delle lezioni, si devono occupare della pulizia dell’edificio, “e nel caso manchi un collega - riprende - viene concessa al massimo un’ora di straordinario per sbrigare il lavoro di chi è assente”.

Quanto alla riduzione del numero degli insegnanti, le conseguenze riscontrate vanno in due direzioni: da una parte i docenti che si ritrovano una giornata lavorativa dall’orario “a spezzoni”, ovvero divisi tra diversi istituti nell’arco di una mattinata, dall’altra la gestione delle supplenze, in particolare nelle scuole primarie, dove sotto i 5 giorni, gli insegnanti non vengono sostituiti. “In questi casi - afferma il segretario Uil - non essendo previste ore di compresenza, gli alunni della classe vengono divisi e mandati in altre aule”.
Pare non se la passino meglio gli istituti superiori, dove la riforma ha inciso in particolare sui piani di studio e sulle varie discipline, “basti pensare - racconta Gregnanin - che all'indirizzo turistico dell’Alberghiero di Adria sono scomparse le ore di geografia e sono state notevolmente ridotte quelle di pratica, così come al liceo classico sono state ridotte le ore di latino e greco”.

E pensare che l’offerta formativa avrebbe bisogno di essere ampliata, anziché ridotta: “In provincia sarebbe necessario un liceo musicale - conclude Gregnanin - vista la presenza di due conservatori con annesse scuole medie. Un istituto superiore di questo tipo darebbe continuità al percorso intrapreso da tanti alunni ed eviterebbe la dispersione del patrimonio culturale ed artistico polesano”.

Elisa Barion
6 ottobre 2010

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