ARCHEOLOGIA ROVIGO A Grignano Polesine sorgeva il più antico sito di lavorazione di ambra del Mediterraneo
L'oro di Campestrin: scavi terminati, per ora

A Grignano Polesine lungo l’antico “Po di Adria” esisteva un esteso villaggio di capanne che ospitava gli abitanti dell’antica Campestrin tra XIII e XII sec. a .C., ovvero il più antico sito di lavorazione dell’ambra del bacino del Mediterraneo. I ritrovamenti sono emersi durante la terza fase di scavi in località Campestrin
Rovigo - A Grignano Polesine sorgeva il più antico sito di lavorazione dell’ambra del bacino del Mediterraneo. A confermarlo è stata la terza fase di scavi archeologici effettuati in località Campestrin e terminati il 12 ottobre (Un grido d'aiuto verso sponsor privati). Dai ritrovamenti nel fondo di proprietà dei fratelli Previatello si può ipotizzare l’esistenza tra il XIII e XII sec. a.C. di un esteso villaggio di capanne.Le ricerche, a cura della ditta Sap di Mantova a proseguimento delle indagini effettuate nel 2008 e 2009 (Riportati alla luce i resti di lavorazione dell'ambra), non hanno solo accertato la presenza in epoca protostorica di un’area specializzata nella lavorazione della preziosa resina fossile proveniente dai giacimenti delle coste del mar Baltico. Infatti l’ultimo scavo in particolare ha portato alla luce tre piattaforme ben delineate e delimitate da canalette per lo scolo dell’acqua, corrispondenti ai luoghi di lavoro degli artigiani dell’età del Bronzo; nello svuotamento delle canalette gli archeologi hanno rinvenuto molte perle in ambra, innumerevoli frammenti di ceramica decorata, palchi di cervo lavorati, manufatti in bronzo (tra i quali spiccano una pregevole fibula ad arco e un coltello con manico in osso).Ad ampliamento dell’area precedentemente indagata, negli ultimi giorni è stata aperta una trincea lunga 26 metri in corrispondenza di un antico fossato evidenziato durante gli scavi: il taglio operato nel terreno ha portato alla luce altre probabili postazioni di lavorazione dell’ambra, dell’argilla, dell’osso e del corno. La presenza di una zona artigianale così articolata lungo l’antico “Po di Adria” permette di avvalorare l’ipotesi dell’esistenza tra XIII e XII sec. a .C. di un esteso villaggio di capanne che ospitava gli abitanti dell’antica Campestrin.“L’amministrazione – ha detto l’assessore alla Cultura Riccardo Rizzo -, accoglie con grande orgoglio questa scoperta che evidenzia un ritrovamento di grande ricchezza che potrebbe creare un punto storico-archeologico a livello nazionale. Per questo l’amministrazione farà la sua parte cercando di coinvolgere anche altri soggetti per quello che è un patrimonio della comunità, permettendo così di poter procedere con una campagna di scavi importante”. Sostegno ribadito dall’assessore al Bilancio Angelo Milan: “L’auspicio è di poter riprendere gli scavi l’estate prossima, disponendo di maggiori risorse”. Le ricerche svolte finora sono state infatti finanziate dalla Regione Veneto e dal Comune di Rovigo
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12 ottobre 2010
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