Prosegue il progetto Asviloc plus coordinata da Consvipo. In questi giorni sono in Polesine i rappresentanti di otto Paesi europei per approfondire i temi centrali dell'iniziativa, quali lo sviluppo di modelli innovativi di gestione delle piccole e medie imprese e delle pubbliche amministrazioni
Rovigo - I rappresentanti delle agenzie di sviluppo di otto Paesi europei sono in Polesine per formarsi e rafforzare le proprie competenze, nell'ottica di favorire l'affermazione di modelli innovativi da trasferire alle pubbliche amministrazioni e alle piccole e medie imprese (pmi) nei territori di riferimento.
Il coordinamento dell'iniziativa, partita il 13 ottobre e in programma fino al 15 compreso, è affidato al Consorzio per lo sviluppo del Polesine (Consvipo), nell'ambito del progetto europeo Asviloc plus che mette in rete realtà di programmazione economiche di Italia, Austria, Bulgaria, Croazia, Grecia, Romania, Slovenia, Ungheria.
Si tratta dell'appuntamento centrale di un percorso di training iniziato a Trieste a fine settembre e destinato a compiersi la prossima settimana a Vienna. Una full immersion che, sviluppata attraverso la costituzione di gruppi di lavoro e approfondimento, si avvarrà del contributo di formatori italiani, britannici, romeni.
I contenuti variano dall'approfondimento delle tecniche di gestione e organizzazione di risorse umane e progetti, all'impostazione di moderni programmi di sviluppo rurale centrati su produzioni “verdi” e di qualità oppure correlati alle opportunità offerte dalle energie rinnovabili. O ancora l'affermazione di modelli cooperativi tra i portatori di interesse dei territori, puntando sulla ricchezza delle reti sociali come risorsa per affermare modelli economici alternativi, in grado di superare in modo durevole l'odierna crisi strutturale.
“E' un’occasione importante nell'ambito del piano triennale Asviloc Plus che stiamo condividendo con i nostri partner europei – sottolinea Angelo Zanellato, presidente del Consvipo – si rafforza, così, una collaborazione che mira ad affermare il ruolo attivo del Polesine nella costruzione dell'Europa sudorientale come area vasta e omogenea. Per questo, attraverso il confronto non solo acquisiamo nuove competenze, ma trasferiamo le nostre agli altri”.
14 ottobre 2010