ANIMALI ROVIGO Presentato il bilancio triennale di attività del centro recupero provinciale delle specie selvatiche di Polesella

Soccorso e cure per rapaci, un ricovero sempre più conosciuto

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La maggiore causa di infortuni agli animali selvatici della provincia sono gli incidenti, gli urti e gli impatti con le automobili. Si tratta in prevalenza di rapaci che vengono soccorsi, curati e liberati al centro di recupero di Polesella. Una volta guariti (il 40% ce la fa), vengono liberati, spesso alla presenza delle scolaresche. Il Cras provinciale ha presentato il bilancio triennale dell'attività: tra il 2007 e il 2009 sono stati salvati 330 esemplari di varie specie


Rovigo - Salvaguardare le specie di pregio e dare loro un valore didattico. La funzione del centro di recupero animali selvatici della provincia di Rovigo (Cras) è duplice e consiste in primo luogo nel soccorrere, curare e riabilitare la fauna selvatica rinvenuta in difficoltà, successivamente, gli animali che tornano in salute vengono liberati per ripopolare la zona alla presenza delle scolaresche.
Con un numero medio di 110 ricoveri di animali l’anno, il Cras ha tracciato il quadro triennale della propria attività, segnando la tipologia, le cause e le specie degli interventi attuati.

Dal 2007 al 2009 sono giunti alla struttura di Polesella 326 esemplari, 107 in più rispetto al triennio 2004-2006 “dovuto probabilmente alla maggiore visibilità avuta dal centro fra manifestazioni pubbliche, azioni d’informazione e coinvolgimento delle scuole in occasione delle liberazioni” ha spiegato Emiliano Verza, veterinario del Cras.
I più colpiti e curati risultano il gheppio e la civetta (59 esemplari nel triennio), il gufo comune a quota 38, sceso a 3 unità nel 2009. Sono 51 le specie in complesso tra cui figurano aironi, garzette, lepri, ricci, ma anche una volpe, un fagiano e un picchio. Un quadro che raccoglie 292 uccelli, 27 mammiferi, 7 tra rettili ed anfibi.

Nella casistica degli infortuni i numeri più consistenti appartengono agli incidenti, ma ci sono anche gli avvelenamenti, “modesto è invece quello da armi da fuoco” ha sottolineato Verza.
La maggior parte dei recuperi è stata effettuata nei mesi di giugno e luglio; arrivano poi in maniera pressoché uguale da medio, basso e alto Polesine; le specie più rinvenute sono i rapaci. I danni si contano in 103 tra ferite e fratture alle ali, 54 i pulcini recuperati, 51 le debilitazioni, 30 tra emorragie ed escoriazioni, 27 per trauma cranico. Recuperato con successo circa il 40% degli animali, numero che ci pone ai primi posti in campo nazionale. Gli animali vengono portati al centro da privati, dai corpi di polizia, dalle ulss, oltre che da Wwf e Lipu. Venerdì 22 ottobre, alla presentazione a palazzo Celio del bilancio del Cras oltre all’assessore Claudio Bellan era presente il veterinario Luciano Tarricone che ha ricordato come il centro, “aperto anche a contributi economici privati”, oltre all’attività di recupero svolga anche campionature virali in collaborazione con l’istituto zooprofilattico di Adria.
22 ottobre 2010

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