MOSTRA ROVIGO 125 anni del Resto del Carlino, le prime pagine esposte al museo dei Grandi Fiumi

45 mila notti passate a scrivere la storia

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Il titolo dell'esposizione al museo dei Grandi Fiumi è “45 mila notti passate a scrivere la storia”. Si tratta della mostra delle prime pagine del Resto del Carlino, organizzata in occasione del 125° anno della testata al chiostro degli Olivetani a Rovigo


Rovigo - L’omicidio di Marco Biagi, la tragica morte di Lady Diana, il rogo del Concorde, ma anche l’alluvione del Polesine nel 1951, i 40 anni di carriera di Katia Ricciarelli e l’assalto al carcere di Rovigo da parte delle Brigate rosse. Sono solo alcune della prime pagine del Resto del Carlino in mostra al museo dei Grandi Fiumi in occasione dei 125 anni della testata.
“45 mila notti passate a scrivere la storia”, questo il titolo dell’esposizione: una carrellata di prime pagine dal 1885 ai giorni nostri che ripercorrono la storia d’Italia e gli avvenimenti mondiali.
Inaugurata lunedì 25 ottobre, alla presenza del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, la mostra si trova al chiostro degli Olivetani. Qui, negli orari di apertura del museo, è possibile leggere le tante aperture del quotidiano installate su grandi pannelli.

Si vede anche come sia cambiato nel corso del tempo lo stile di scrittura delle notizie. Essenziale nella cronaca degli eventi drammatici, più celebrativo nel caso delle vittorie della Rugby Rovigo, solo per fare un esempio. Le foto completano gli articoli, stabilendo un contatto ancora più diretto tra il lettore e la notizia che sta leggendo. Colpisce, una su tutte, la foto del pensionato 64enne ucciso nell’esplosione della casa circondariale rodigina nel 1982. La didascalia recita più o meno così: “Ciò che resta di Angelo Furlan, 64enne vittima dell’attentato”, è stato travolto da un’automobile che gli e piombata addosso. Dalla foto in bianco e nero si vede solo un braccio e la testa che spuntano da sotto il veicolo.
Quanto ai fatti più recenti, l’immagine del Concorde in fiamme mentre è ancora in volo da l’idea dei drammatici attimi prima della tragedia, è l’anno 2000.
E come dice Humphrey Bogart nel film “L’ultima minaccia”: “E’ la stampa, bellezza. E tu non puoi farci niente”.

Elisa Barion
26 ottobre 2010

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