SVILUPPO POLESINE Le aziende tendono a fare da sé, lo dice un'indagine di Consvipo

Gli imprenditori contano solo sulle proprie forze e capacità

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Un questionario di Consvipo alle aziende polesane ha messo in evidenza il disinteresse nei confronti di programmi pubblici di sostegno all'innovazione. Si preferisce contare sulle proprie forze sebbene si riconosca come via d'uscita la necessità di maggior comunicazione e supporto alla ricerca dei partner per le cooperazioni


Rovigo - Serve più comunicazione per far conoscere le opportunità di sostegno all'innovazione, agevolare la cooperazione in Europa e l'università come istituzione chiave nella ricerca della modernizzazione. E’ quanto emerso dall’incontro per analizzare le risposte del questionario rivolto dal Consvipo alle imprese e alle pubbliche amministrazioni della provincia di Rovigo.

Mercoledì 27 ottobre, nell’ambito del progetto Asviloc plus, l’analisi dai dati previsti dal laboratorio territoriale ha fornito un quadro indicativo sulle necessità espresse dalle aziende del Polesine. E’ emerso che c'è ancora una accentuata tendenza a fare conto solo sulle proprie forze, tanto che il 75% ha dichiarato di non avere mai partecipato a programmi pubblici di sostegno all'innovazione, anche perché spesso si teme di doversi misurare con rigidità burocratiche e tempi lunghi di liquidazione dei contributi.
“Per le piccole e medie imprese – osserva il presidente del Consvipo, Angelo Zanellato - non è sempre facile evolvere nell’organizzazione, affrontare nuovi mercati o investire in capitale umano”.

Le soluzioni individuate nei questionari dalle stesse imprese, però, indicano la via di uscita rispetto a questa contraddizione che vanno dalla richiesta di una diffusione più capillare delle informazioni (69%) per cogliere il maggior numero di opportunità, soprattutto nel supporto alla ricerca dei partner (44%) e nella raccolta di risorse finanziarie per l'innovazione. Tra gli interlocutori ha ancora forte credibilità il sistema pubblico attraverso le università (50%) e gli istituti di ricerca (37,5%).
30 ottobre 2010

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