ARCHEOLOGIA ROVIGO Lo studio dei metodi di sepultura nelle necropoli protostoriche hanno dato nuovi significativi indizi alla ricerca

Dalle tombe del passato nuove scoperte

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Lo studio delle necropoli protostoriche nelle nuove prospettive di antropologia. Questo il dibattito svoltosi all'interno del museo archeologico nazionale di villa Badoer a Fratta Polesine


Fratta Polesine (Ro) - "Sono molteplici gli aspetti analizzati riguardanti le varie tipologie di sepoltura - ha esordito Alessandro Canci docente universitario a Padova - E' capitato di vedere persino sepolture indossate in un'isola indonesiana dove sono state scattate foto a donne che portavano addosso le ossa del marito defunto. Oppure ci sono casi nei quali le donne si amputano le dita di una mano dopo la perdita di un loro caro a testimonianza della perdita di parte di se stessi. Si arriva anche alla cosiddetta morte truffata nella quale i crani vengono ricostruiti e al posto degli occhi vengono poste delle conchiglie. Vi sono anche sepolture anomale come quelle che vedono uomini trovati incatenati, decapitati (con la testa riposta tra i piedi), donne sepolte vive in posizione prona con pietre che le coprono il corpo. Uomini sepolti nudi con un cappello in testa e un cappio al collo o anche donne bendate, uccise e con il cranio rasato. Si trattava evidentemente di sacrifici o esecuzione di qualche condanna". Non mancano i casi di sepolture di uomini o donne con accanto animali. Parlando invece di quelle che sono le cremazioni la docente universitaria di Ferrara, Nicoletta Onisto ha sottolineato come dopo la combustione di un corpo all'interno di un forno crematorio non resti affatto della polvere come si è soliti credere ma piuttosto dei frammenti molto piccoli pari a più del 50% dello scheletro secco. "Dallo studio delle ossa combuste si ottiene il numero minimo di individui presenti per ossuario, il sesso e l'età di morte, l'eventuale selezione delle ossa in base al sesso e all'età di morte, il peso dei resti ossei cremati. Ci vuole almeno mezza giornata se non un giorno intero affinchè un corpo venga cremato per bene. Tutto però dipende dalla quantità e qualità di legna usata. Solitamente la temperatura raggiunta dalle ossa in un corpo che viene cremato va dai 600 ai 900 gradi. Negli Stati di religione induista viene ancora fatta la cremazione su pira con il cadavere che viene anche girato per ottenere una combustione completa del corpo". I due docenti hanno quindi portato gli studenti e gli insegnanti presenti al convegno in visita guidata prima alla mostra "Vita e morte nell'età del Bronzo. Il racconto delle sepolture di Olmo di Nogara, poi al museo archeologico nazionale dedicato in larga parte alla necropoli di Frattesina, infine sono stati presentati i percorsi didattici e i laboratori collegati alla mostra e al museo.

Marco Scarazzatti
13 novembre 2010

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