SCUOLA ROVIGO Troppi tagli nei luoghi della formazione per eccellenza, e altri ne arriveranno. La sconforto di Bertilla Gregnanin della Uil
Qualità tra i banchi? I genitori si preoccupino

Troppi alunni e pochi insegnanti nelle scuole polesane. Mancano anche i supplenti, perciò se l'insegnante è assente, gli alunni vengono divisi tra le altre classi. Il settore sta facendo le spese dei consistenti tagli subiti negli ultimi due anni. A parlarne è Bertilla Gregnanin, segretaria Uil scuola
Rovigo - “Parlare di qualità dell’istruzione oggi non è più possibile”. Bastano poche parole di Bertilla Gregnanin, segretaria Uil scuola, per inquadrare la situazione in cui versa il mondo della scuola ad un paio di mesi dal suono della prima campanella. Il corpo docenti è sottodimensionato rispetto al necessario, idem il personale Ata, i dirigenti sono costretti a dividersi tra diversi istituti e mancano i supplenti che sostituiscano gli insegnanti assenti.Le preoccupanti problematiche annunciate all’inizio dell’anno scolastico si stanno concretizzando giorno dopo giorno. Le classi sono stracolme di studenti, al limite dei parametri di sicurezza: “Il taglio di 300 docenti tra nel 2009/2010 - spiega Gregnanin - e di altri 300 quest’anno, ha causato un accorpamento delle classi e un sovraccarico di lavoro per gli insegnanti di ruolo”.Tutto ciò a scapito del tempo disciplinare, ovvero delle ore di lezione. Quando un insegnante è assente e non viene sostituito da un supplente, la classe viene divisa in piccoli gruppi e mandata nelle altre aule. Su questo Gregnanin invita i genitori a verificare il tempo disciplinare effettivamente svolto dai propri figli.Secondo le parole della segretaria, il Miur ha dato l’ok agli istituti di nominare i supplenti quando necessario, peccato che a loro volta, le scuole non abbiano a disposizione i fondi necessari per assumerli. Un problema, quello delle supplenze che coinvolge gli istituti di ogni ordine e grado: “Fino allo scorso anno - sottolinea - le scuole di secondo grado potevano provvedere alle sostituzioni con le risorse interne, avendo docenti con cattedre da 15 ore. Da quest’anno non è più possibile, poiché le cattedre sono quasi tutte di 18 ore. Nella scuola primaria, invece, l’introduzione del maestro unico ha tolto le ore di compresenza che prima facevano fronte alle assenze”.Tuttavia “ora è arrivata una parte dei finanziamenti dal Ministero - fa sapere -, perciò le cose dovrebbero cambiare”.Un altro problema sono le reggenze: rispetto all’anno scorso in Polesine sono state tagliate 12 dirigenze, “praticamente un terzo delle scuole del territorio” rimarca Gregnanin e i dirigenti rimasti sono costretti a dividersi tra diversi istituti. Per fare un esempio, la reggenza dell’istituto comprensivo di Villadose, con circa 1200 alunni, è stata accorpata a Polesella. “Anche dividendo la settimana tra i due istituti, è chiaro che i compiti del dirigente sono superiori a quanto sia possibile sostenere”.Stesso discorso per il personale Ata, rispetto al quale i tagli sono stati effettuati in base al numero degli alunni, “invece - chiarisce la Segretaria - era necessario tenere in considerazione anche il numero dei plessi”. Ad oggi, ci si trova così ad avere un istituto come il Colombo da Adria che ha un solo collaboratore e tre piani da sorvegliare. Ne va, anche in questo caso, della sicurezza degli studenti: alcuni istituti comprendono dagli 8 agli 11 plessi, con un solo collaboratore ciascuno. “Diventa difficile provvedere a fare sorveglianza e accoglienza e allo stesso tempo pulire e predisporre la scuola per l’inizio delle lezioni”.Non solo la scuola pubblica sta perdendo in qualità, ma è chiaro anche che non può sopportare ulteriori tagli. Purtroppo Gregnanin spiega al contrario che per il prossimo anno è già stata annunciata la riduzione del 5,11% dei docenti e del 5,99% del personale Ata.
Elisa Barion
16 novembre 2010
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