IMMIGRAZIONE VENETO Presentato a Venezia il 7° rapporto regionale, gli stranieri hanno raggiunto quota 10%

Mezzo milione i nostri stranieri

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Secondo i dati forniti dalla Regione, gli stranieri residenti in Veneto sono 489 mila, pari al 10% della popolazione. Sul mercato del lavoro, la percentuale di immigrati è pari all'11% del totale lavoratori e nelle scuole gli studenti sono 79 mila, ovvero l'1,3% del totale


Venezia - La forza lavoro veneta è sempre più rappresentata da stranieri. Il dato emerge dal 7° rapporto regionale sull’immigrazione, presentato mercoledì 17 novembre a palazzo Balbi a Venezia dall’assessore ai flussi migratori Daniele Stival.
Sul mercato del lavoro, infatti, gli stranieri occupati sono oltre 223 mila, ovvero l’11% del totale, e fanno del Veneto la terza regione italiana per numero di stranieri rispetto al totale degli occupati.

Il documento, elaborato da Sergio Rosato, direttore di Veneto lavoro, Bruno Anastasia, responsabile dell’osservatorio regionale immigrazione, e da Abdallah Khezraji, vicepresidente della consulta regionale, riporta che a fine 2009 gli stranieri residenti in Veneto erano 489 mila, contro i circa 25 mila del 2001 e con un’incidenza del 10% sull’intera popolazione regionale, contro una di circa l’1% che si registrava nel 1994.

Sul piano del lavoro, l’influenza degli stranieri sul flusso delle assunzioni è stata del 27%, ma alta è la percentuale di coloro che erano occupati e che, con la crisi, hanno perduto il posto: circa il 30%.
Nel campo dell’istruzione, il dato registrato è circa lo stesso: gli allievi stranieri nelle scuole di ogni ordine e grado sono più di 79 mila, pari all’11,3% del totale. 6 su 10 di loro si concentrano nella scuola primaria.
Quanto agli aspetti demografici, va rilevato che, su 1.985.191 famiglie venete, 199.254 hanno almeno un componente straniero, mentre 169.281 hanno un capofamiglia straniero. Nel complesso, è comunitario uno straniero su 4.

“Si tratta – ha sottolineato Stival - di un fenomeno che si può a ben ragione definire “di massa” e che come tale va conosciuto, governato, regolato e non subito. Una reale integrazione deve basarsi su alcuni capisaldi: da un lato la tradizione di accoglienza che ha sempre caratterizzato il popolo veneto, dall’altro la consapevolezza da parte dello straniero di trovarsi in una terra con le proprie tradizioni, la propria cultura, le proprie leggi da capire e rispettare”.
17 novembre 2010

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