L’Ogm torna a far parlar di sé. Nessuna novità in merito ai no ed ai sì per la coltivazione in Veneto di alimenti geneticamente modificati. Confagricoltura favorevole, Coldiretti e Cia contrari. La Regione Veneto, intervenuta con l’assessore Manzato, lancia una serie di confronti pubblici con esperti scienziati per prendere una corretta decisione in futuro
Rovigo - Si rimarca la spaccatura tra associazioni di categoria tra il sì ed il no agli Ogm in agricoltura. Nel convegno organizzato dalla Regione Veneto al Censer di Rovigo, venerdì 26 novembre, le diverse associazioni intervenute assieme all’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato hanno ribadito le proprie opinioni in materia di introduzione di piante geneticamente modificate nelle culture tradizionali regionali, l’unica novità emersa nell’incontro è stata una propensione a futuri confronti in ambito scientifico sui benefici o meno delle colture geneticamente modificate.
Il primo ad intervenire al convegno è stato il presidente regionale della Cia, Riccardo Gobbi, che ha spiegato che gli Ogm non li vogliono non tanto perché pericolosi per il consumo umano ma in quanto il controllo economico è in pugno a poche ditte “multinazionali” che lo potrebbero commercializzare. Di parere contrario è stata Deborah Piovan, vicepresidente di Confagricoltura. “Studi decennali hanno dimostrato che gli Ogm non fanno male alla salute, chiediamo quindi che sia la ricerca a dare la propria opinione in merito magari utilizzando degli Ogm prodotti e sperimentati dalle nostre Universtità”.
Infine il presidente regionale di Coldiretti Veneto, Giorgio Piazza, ha ribadito il no all’Ogm: “Sono i cittadini che non vogliono questi alimenti. Li abbiamo perché sono le multinazionali che vogliono sfruttare al massimo i territori e le colture per fare business. Che coltiva Ogm ha dimostrato che i miglioramenti di produzioni sono quantificati in pochi punti percentuali di guadano per ettaro. Noi ribadiamo il no all’Ogm soprattutto per un motivo economico, 15.000 aziende di Coldiretti sono impegnate nei punti Campagna amica. Questo è sinonimo che i consumatori voglio prodotti italiani”.
A terminare il convegno è l’assessore regionale Franco Manzato. “Sia i no che i sì all’Ogm hanno delle motivazioni ben fondate, per questo voglio iniziare una serie di incontri pubblici con esperti scientifici che possano spiegare i pro ed i contro degli Ogm. Solo quando la gente avrà più chiaro questo concetto mi assumerò la responsabilità politica di prendere la mia decisione in merito alla sperimentazione o meno in Veneto. Questo perchè bisogna eliminare qualsiasi forma di pregiudizio nei concetti della gente portando esperti conoscitori della materia in esame che spieghino loro gli effetti benevoli o malevoli che si possono avere intraprendendo una determinata decisione”.
26 novembre 2010