CINEMA ROVIGO Proiezione dei film di Godard al comitato provinciale Arci di viale Trieste

I mercoledì con Jean Luc Godard

Il regista francese Jean Luc Godard
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L'iniziativa gratuita del circolo Arci Ridada si svilupperà a Rovigo ogni mercoledì di dicembre alle 21. "Godard, 80 anni nella storia del cinema" ripercorsi con un ciclo di film. L'appuntamento in sala “Galileo Cavazzini” nella sede provinciale dell'associazione in viale Trieste, 29


Rovigo - Un ciclo di quattro film di Jean Luc Godard per ripercorrere i quattro periodi fondamentali del percorso artistico di un regista contemporanei tra i più influenti, proprio nel mese di dicembre 2010 in cui l'autore francese, nato a Parigi il 3 dicembre 1930, compirà ottant'anni. L'appuntamento è per i primi quattro mercoledì di dicembre alle 21 nella sala proiezioni del comitato provinciale Arci di viale Trieste 29 a Rovigo.

Tutte le proiezioni saranno offerte gratuitamente e introdotte da uno studioso di storia del cinema, che faciliterà il dibattito anche dopo la conclusione della pellicola.

Questo il programma di proiezioni proposto:
Fino all'ultimo respiro
(1960) – mercoledì 1 dicembre – Introduce Alberto Gambato

Michel, ladro e truffatore, mette a segno un colpo a Marsiglia, rubando un'auto. In fuga, viene inseguito da un poliziotto per eccesso di velocità e, dopo aver accidentalmente trovato una pistola nell'auto rubata, lo uccide per non essere arrestato. Tornato a Parigi per affari prima di fuggire in Italia, ritrova Patricia, una studentessa americana, di cui si era innamorato. Lei, pur ricambiando l'amore, cerca di allontanarsi da Michel, tipo pericoloso. Intanto questi continua la sua vita spericolata rubando soldi, auto, fumando e leggendo il France Soir, dal quale apprende d'essere braccato dalla polizia, sempre più sulle sue tracce. Michel cerca quindi qualche modo per fuggire, provando a coinvincere Patricia a partire con lui per l'Italia, ma lei, alla fine, decide di denunciarlo per costringerlo a scappare. Inseguito dalla polizia, Michel viene colpito da un proiettile e muore davanti agli occhi di Patricia.

Due o tre cose che so di lei (1966) – mercoledì 8 dicembre – Introduce Alessandra Chiarini
Due o tre cose che so di lei può essere considerato una summa dell'opera godardiana. Nel trailer girato dallo stesso regista compaiono come un manifesto cinematografico informazioni su Elle: Lei, la prostituzione; Lei, la regione parigina; Lei, la vita di oggi; Lei, la guerra del Vietnam; Lei, la morte della bellezza. Sullo sfondo la una Parigi bella e tragica, la vita di Juliette (Marina Vlady), tra gli impegni di madre e moglie e la prostituzione.

La Cinese (1967) – mercoledì 15 dicembre – Introduce Paolo Zorzato

n un appartamento di Parigi un gruppo di giovani borghesi studiano il pensiero marxista-leninista nella versione maoista. Véronique, guida del gruppo, propone l'assassinio di un ministro sovietico in visita e, dopo che il suo piano è messo in atto, si rende conto di aver fatto soltanto “i primi timidi passi di una lunga marcia”. È un film cerniera nell'itinerario di Godard. La sua tensione utopica annuncia la rivolta studentesca del '68 attraverso l'analisi dei gruppuscoli della nuova sinistra e continua la riflessione sul linguaggio cinematografico con il recupero dei metodi brechtiani e la rivalutazione delle teorie di Ejzenštejn sul montaggio.

Film Socialisme (2010) – mercoledì 22 dicembre – Introduce Andrea Tincani
Socialismo è il cinema, ma non il film, quello, il grande maestro lascia che lo facciano gli spettatori. Aforismi, slogan a piene mani (anche quelli del maggio ’68) e immagini sempre appropriate, pregnanti ed evocatrici costituiscono la materia prima di Socialismo, pellicola in divenire. La pellicola è Requiem o inno al Socialismo di ieri e di oggi? Questo è da decidere. E' più per un requiem. se non un vero e proprio film è una "summa" politico-sociale del pensiero godardiano. Con quest’opera Il visionario e immaginifico regista di "A Bout de Souffle" ha dato ancora una volta prova di essere all’avanguardia nel creare un certo tipo di cinema: quello che fa riflettere, che fa prendere coscienza del proprio stato, che crea dubbi e che provoca reazioni. Gli inter-titoli brevi, caustici e taglienti, presi in prestito alla letteratura, alle scienze, alla filosofia, o coniati dall’umore introverso e pessimistico di Godard (come al tempo del muto) sono una possibile chiave di lettura alle immagini. Una crociera in Mediterraneo, su di una nave della linea Costa Crociera, che va dall’Egitto, ad Odessa, dalla Grecia a Barcellona e a Napoli, costituisce uno dei fili conduttori della pellicola. I luoghi toccati dalla nave mostrano sullo schermo schegge di avvenimenti e di storia di ieri e di oggi. Tutti interpretati nell’ottica del regista di Rolle, il piccolo villaggio svizzero affacciato sul lago di Ginevra, dove Godard vive come un eremita. Le vicende del Garage Martin presentate con immagini luminose e a tutto campo si intercalano al viaggio nello spazio e nel tempo e i contenuti si fanno più politici e più attuali.
30 novembre 2010

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