UNINDUSTRIA ROVIGO La candidatura di Gian Michele Gambato supera l'esame della commissione di designazione

Si aprono le consultazioni per il Presidente

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Gian Michele Gambato rimane l'unico candidato alla presidenza degli industriali rodigini. Gli associati di via Casalini hanno ricevuto la lettera a firma della commissione di designazione che conferma loro la candidatura del manager regionale, l'esclusione di Stefano Catozzo e le modalità per l'appoggio alla candidatura ritenuta idonea. Le dichiarazioni di sostegno che dovranno arrivare entro il 20 gennaio

Rovigo - Alla fine, per esclusione dei concorrenti in campo, Gian Michele Gambato correrà da solo per la presidenza di Unindustria Rovigo. I tre saggi della commissione di designazione hanno
ammesso la candidatura del legale rappresentante della Sistemi territoriale spa, società a partecipazione pubblica controllata dalla Regione Veneto. Una lettera del 10 dicembre a firma dei tre, Enrico Casazza, Francesca Libanori e Pietro Tracco, inviata a tutti gli associati di Unindustria Rovigo comunica l’accettazione della candidatura di Gambato, la non idoneità di quella di Stefano Catozzo, in seguito alla indicazione dei probiviri locali e del probiviri nazionali secondo i principi fissati dal codice etico confederale, e le modalità per l’appoggio alla candidatura del presidente, appoggio che dovrà essere segnalato necessariamente per iscritto.

La strada per Gambato quindi sembra essere spianata a meno di altre candidature future che, come specifica la lettera dei saggi inviata agli industriali rodigini, potranno essere presentate.

La comunicazione dei saggi agli associati giunge tempestiva, a pochi giorni dalla burrasca che ha travolto via Casalini con l’esclusione di Stefano Catozzo dalla candidatura a presidente e dal comitato di reggenza, a cui, dai probiviri nazionali, viene contestato  “l’utilizzo di uno strumento mediatico per la diffusione del suo programma e la stigmatizzazione di posizioni attribuite all'altro candidato alla presidenza di Unindustria Rovigo”. Anche Sergio Pascucci, componente della giunta e del comitato di reggenza, è caduto nel taglio della scure dei probiviri di viale dell’Astronomia, rimettendoci tutte le cariche ricoperte semplicemente per aver espresso, via stampa, un parere sulle modalità della presentazione delle candidature alla presidenza avvenute il 19 novembre, parere che avrebbe potuto nuocere “al clima riservato e sereno” del confronto e che doveva lasciare “alla commissione di designazione e alla giunta di unindustria Rovigo le valutazioni di politica organizzativa senza alcun condizionamento che possa derivare dall’improprio interesse di stampa e mass media strumentalmente attivati”.


In ogni caso non è la prima volta che Confindutria ha problemi con la stampa e la divulgazione di notizie attraverso i suoi associati. A maggio 2009 il caos era di casa a Venezia. L’annuncio a mezzo stampa dell’asse Enrico Marchi - Paolo Trovò, prima della comunicazione agli industriali associati, in corsa come presidente e vicepresidente dell’associazione veneziana, portò alle dimissioni dei saggi veneziani. La pronuncia di censura da parte dei probiviri nazionali su Marchi e Trovò, affossò di fatto la candidatura di entrambi. All'inizio si disse che Marchi e Trovò avevano violato obblighi di riservatezza dando comunicazione alla stampa dell'accordo raggiunto fra di loro. Poi il presidente del Veneto, Andrea Tomat, e il vice nazionale di Confindustria, Antonio Costato, fecero sapere che sussistevano anche motivi sostanziali per la censura delle due candidature e cioè che Marchi, presidente e amministratore delegato Save-Aeroporto Venezia Marco Polo - con quote azionarie di enti pubblici che arrivano al 31% (Comuni di Treviso, Venezia e della Provincia di Venezia) - era un manager pubblico, vicino al presidente della Regione Veneto di allora, Giancarlo Galan, e che non era adatto a rappresentare un'associazione di industriali privati. Oggi quelle motivazioni evidentemente non sono più valide e un manager pubblico può presiedere l’associazione privata degli industriali. 


La riservatezza è un dovere per gli industriali gentiluomini, ma il codice deontologico che impone il silenzio agli associati non mette il bavaglio alle informazioni pubbliche. L’unico attuale candidato alla presidenza di Unindustria Rovigo è al centro di due inchieste: la prima della Procura di Roma lo vede coinvolto per la denuncia di truffa aggravata e occultamento di documenti presentata da Grandi Stazioni, la seconda della Procura di Venezia come unico indagato per sospetta concussione. Oggetto delle inchieste una consulenza da 1,6 milioni di euro che una società di Gambato, la Emmegi srl, avrebbe fatturato per la cessione del Palazzo ex compartimentale delle Ferrovie dello Stato da parte di Grandi Stazioni alla Regione Veneto, un affare complessivo da 70 milioni di euro che Galan all'inaugurazione definì “il più grande acquisto della Regione nella sua storia”. Solo una sentenza definitiva può stabilire la colpevolezza, e fino ad allora si è innocenti, ma le informazioni che riguardano un possibile futuro presidente di Unindustria non possono essere censurate.


Ritornando in via Casalini a Rovigo, le dichiarazioni di appoggio degli associati alla candidatura di Gian Michele Gambato devono arrivare alla commissione di designazione entro e non oltre il 20 gennaio prossimo o attraverso il pdf del modulo via posta elettronica o via lettera in busta chiusa consegnata via posta o a mano, oppure con la compilazione del modulo durante le consultazioni dei tre saggi. Gli industriali rodigini associati insieme alla lettera del comitato di designazione hanno ricevuto il programma di Gian Michele Gambato, programma non consegnato al momento dell'invio via fax della candidatura nella sede di via Casalini il 19 novembre scorso, e la designazione dei suoi due vice: Dondi e Gallato.

12 dicembre 2010

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