ULSS 18 ROVIGO Inaugurato il nuovo ospedale alla presenza del sottosegretario alla Sanità Francesca Martini e del governatore del Veneto Luca Zaia

Sicurezza ed efficienza, anche energetica

Caaf Cigl mordest 730x90

Un'opera monumentale, costata 32 milioni di euro, per l'ospedale civile di Rovigo che accoglie gli utenti in una nuova hall, con tutti i servizi a disposizione, una nuova piastra chirurgica operatoria, nuova rianimazione e nuova area risveglio post intervento. Non mancano le polemiche per l'apparente sfarzosità subito taciute da Zaia che riconosce a Marcolongo una ottima gestione del denaro dei contribuenti


Rovigo - L’ospedale di Rovigo Santa Maria della Misericordia cambia faccia. Un nuovo ingresso, che ricorda gli ospedali americani tante volte visti in televisione, forse troppo lussuoso, a detta di uno sparuto gruppo di manifestanti che con uno striscione hanno accolto il sottosegretario alla salute, già assessore regionale alla sanità, Francesca Martini, ed il governatore del Veneto Luca Zaia, venerdì 17 dicembre, in occasione dell’inaugurazione della nuova struttura ospedaliera.
Una folla raccolta nella nuova hall ad ascoltare gli interventi del direttore generale Ulss 18 Adriano Marcolongo, del presidente della conferenza dei sindaci Antonio Bombonato e, a chiudere, il sottosegretario Martini, il carismatico governatore Zaia e la preghiera del vescovo della diocesi di Adria Lucio Soravito de Franceschi.
Il nuovo ingresso è costato solo 1.900 euro al metro quadrato, arredi compresi. Ad un costo così si poteva solo fare più brutto”. Con questa battuta Zaia ha rivolto i propri complimenti a Marcolongo.

La grande hall ampia, spaziosa, calda è ad alta efficienza energetica, dato che per la prima volta in Italia il sistema di condizionamento dell’aria è affidato alla geotermia combinata al solare fotovoltaico.
Dalla sala d’ingresso, dove si trovano raccolti tutti i servizi più comuni per l’utenza tra cui il Cup e il ritiro referti, è possibile raggiungere gli altri blocchi ospedalieri grazie alle nuove scale mobili e attraverso i tradizionali corridoi interni ed ascensori.

Il costo complessivo dell’opera è di 31 milioni di euro, di cui 17 milioni finanziati dalla Regione Veneto e i rimanenti 14 milioni dalle banche attraverso un mutuo decennale ad interesse variabile. “Una vera e propria eccellenza - ha affermato Francesca Martini - soprattutto se si pensa che dal Lazio in giù la sanità ha buchi di miliardi di euro”. Un discorso che Zaia ha rimarcato: “Esistono strutture in Calabria che offrono 30 posti letto con l’impiego di un centinaio di medici. Oltre 200 persone al lavoro (quale?) per cosa? Queste sono cose che mi fanno veramente incavolare”.
La differenza comunque dovranno essere le risorse umane, ovvero gli operatori, i medici e gli infermieri. A loro spetta il compito di farlo funzionare come si deve, rispondendo alle esigenze dei cittadini.
Il governatore Zaia ha poi visitato le nuove sale della struttura, fermandosi anche a chiedere pareri ad alcuni utenti. Una anziana signora accompagnata dalla figlia si lamentava delle liste di attesa per accedere alle prestazioni ma ancora il governatore Zaia ha ribadito quanto prioritario sia per la Regione l’abbattimento dei tempi di attesa poiché per lui il cittadino rimane al centro dell’attenzione.

“Sono felicissima”. Con queste parole la dottoressa Adele Maccari della direzione medica accoglie i giornalisti nelle nuove sale operatorie (nove) della nuova piastra chirurgica. “Otto vengono utilizzate per gli interventi programmati dai reparti, sono tutte totipotenti ovvero in ciascuna di essa può essere effettuata qualsiasi operazione chirurgica. Qui tutto è nuovo, la cosa meno evidente è la razionalizzazione dei movimenti sanitari. Dalle sale operatorie su più piani del vecchio ospedale si è passati al lavoro in una unica grande piastra di modo da poter spostare competenze professionali e pazienti con una efficienza e sicurezza mai sperimentata”. Anche la nuova sala risvegli per il post intervento sarà una novità assoluta per l’ospedale. Ad oggi si utilizzava la terapia intensiva e la rianimazione per il post operatorio occupando i preziosi posti letto (dieci) e subordinando gli interventi alla disponibilità di accoglienza della stessa. Ad oggi invece, si può intervenire sui pazienti meno critici anche con la rianimazione (anch’essa nuova ed aumentata di 1 posto letto) piena poiché il risveglio (che può durare anche parecchie ore) viene monitorato direttamente in piastra dagli anestesisti rianimatori qui presenti per gli interventi.
Una equipe minima prevede infatti 2 chirurghi, 1 anestesista rianimatore e il personale di sala operatoria per un numero di 6 persone a paziente.
Una sala rimane sempre libera per le urgenze e la più grande delle otto è stata pensata per gli interventi post trama che in genere hanno bisogno di macchinari più ingombranti rispetto al solito come per esempio i tensori utilizzati per riposizionare le fratture.

Il futuro della “vecchia” torre chirurgica non sarà quello dello smantellamento, ma piuttosto il riuso per la chirurgia giornaliera in day hospital, aumentando ancora l’efficenza del nosocomio e portando quindi a 18 le sale operatorie disponibili.
17 dicembre 2010

Correlati:

CAAF CISL 730X90