DIOCESI DI ADRIA E ROVIGO Gli auguri di Natale del Vescovo Lucio Soravito de Franceschi

Il Natale non è una favola

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Il messaggio natalizio 2010 del Vescovo di Adria-Rovigo, Lucio Soravito de Franceschi. Che si augura che non si dimentichino le origini del Natale riducendolo esclusivamente ad una festa consumistica


Rovigo - La festa di Natale è imminente. Auguro a tutti che il Natale 2010 sia motivo di gioia, di pace, di serenità, di speranza. Lo auguro in particolare ai poveri, alle persone anziane e malate, alle persone sole e agli immigrati. Vorrei che fosse un Natale di speranza anche per i disoccupati, per i cassaintegrati e per i giovani che non trovano lavoro. Chiedo a coloro che hanno responsabilità pubbliche di continuare a lottare, per dare una soluzione positiva all’attuale crisi dell’economia e del lavoro.
E’ importante che viviamo bene questa festa. Non banalizziamo il Natale riducendolo ad uno scambio di regali o al cenone da consumare tra amici o alle vacanze da trascorrere in luoghi esotici. Non svuotiamo il Natale riducendolo a una fiaba: il Natale non è una favola per bambini.
Il Natale è la memoria di un evento storico: la nascita di Gesù, avvenuta a Betlemme nel 753 anno di Roma, sotto l’imperatore Cesare Augusto, quando in Giudea era re Erode il Grande e il governatore della Siria era Quirinio, come annota l’evangelista Luca all’inizio del suo Vangelo (Lc 2,1). Di questo evento parlano anche gli storici romani Plinio e Svetonio e lo storico ebreo Giuseppe Flavio.

A Natale, al centro della nostra attenzione dobbiamo mettere Gesù: è lui il festeggiato! Gli facciamo festa perché in lui Dio si è fatto vicino a noi, si è fatto uno di noi. Si è fatto bambino, perché non avessimo paura di lui e perché gli facessimo posto nella nostra vita e lo accogliessimo con fiducia.
Con l’incarnazione Dio ha voluto condividere la nostra natura umana, per arricchire la nostra umanità. Grazie al Natale siamo diventati “ricchi di Dio”; siamo diventati un “ben di Dio”; la nostra vita è diventata sacra e preziosa. Ecco perché il Natale è la festa della gioia.
E allora, spalanchiamo il nostro cuore a Dio e accogliamolo nella nostra vita. Con lui abbiamo tutto da guadagnare. Senza di lui rischiamo di perdere tutto. Lasciamo che la sua parola illumini la nostra vita, spesso avvolta dal buio e dall’incertezza. Lasciamo che ci aiuti a camminare dietro di lui. “Chi segue Cristo, l’Uomo perfetto, si fa lui pure più uomo” (GS 41).
Viviamo i valori umani e cristiani che Gesù viene a portarci: il valore dell’amore, della vita e della solidarietà, perché il Natale pervada di gioia profonda tutta la nostra vita.

Il Natale fa risplendere il valore dell'amore. “Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio Unigenito” (Gv 3,16). Ditemi: che cosa c'è a mondo di più bello, di più grande dell'amore? Anche Dio, quando ha voluto manifestare il suo amore per l'umanità, non ha trovato segno più bello e splendido all'amore sponsale: "Uomini volete sapere come e quanto Dio vi ama? Guardate come si amano due sposi". Cari giovani, cari sposi, cari genitori: non amatevi a “part time”, ma a tempo pieno e in modo incondizionato. Ne godranno i figli, i quali chiedono non solo che papà e mamma “li” amino, ma che “si” amino tra loro.

Il Natale è la festa della vita. Con l’incarnazione “Dio si è unito in qualche modo a ogni uomo” (GS 22). Dio ha fatto l’uomo grande. La vita umana porta dentro di sé i germi dell’ eternità. Cari genitori, fate sbocciare la vita nelle vostre case! Siamo in un Paese, l’Italia, che è fanalino di coda nel mondo per natalità. Ma dove la vita non nasce, la popolazione invecchia, lo spirito di iniziativa diminuisce, il popolo diventa più povero, intristisce e muore. Io sogno che nei nostri paesi tornino a moltiplicarsi i bambini e che il Polesine torni ad essere la terra dove fiorisce la vita e con la vita la speranza e con la speranza la gioia.

Il Natale ci invita a vivere il valore della solidarietà e della collaborazione reciproca. Come Dio si è fatto solidale con noi, così noi dobbiamo farci solidali con i nostri fratelli. Dio ci chiama ad essere solidali con i disoccupati, con i cassa-integrati, con coloro che sono privi del necessario per vivere, con coloro che sono soli, senza amore, speranza: vicini e lontani. Anche l’attuale crisi economica non si supera con la “concorrenza”, ma con la “convergenza” di tutti i responsabili della vita politica, economica, imprenditoriale e sindacale.
Gesù ha affermato: "C'è più gioia nel dare che nel ricevere" (At 20, 35). Come cambierebbe il mondo se ci lasciassimo guidare dalla logica dell’amore! Come cambierebbe il mondo, se i coniugi, i figli, gli insegnanti e gli alunni, i datori di lavoro e i lavoratori, tutti si chiedessero: “Che cosa posso fare per far felici gli altri?”. La cosa più bella che puoi fare per te, è fare qualcosa per gli altri. Se vuoi essere felice, dona; se vuoi essere più felice, donati!
Fratelli polesani, vi auguro la gioia della solidarietà. E allora non vivrete solo un Natale di gioia, ma sperimenterete la gioia della vita. Buon Natale.

 Lucio Soravito de Franceschi
       vescovo di Adria-Rovigo
24 dicembre 2010

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