La Regione Veneto avvierà un tavolo di lavoro per studiare le strategie di sviluppo del turismo proveniente dalla Cina e dal Giappone. Le manovre di marketing serviranno sia per allungare la permanenza dei turisti cinesi e giapponesi che già si recano a Venezia sia per allargare il loro interesse anche verso altre località venete, visto che nel prossimo decennio in Europa transiterà un flusso di oltre 20 milioni di turisti orientali
Venezia - Secondo l’Unione europea, nel prossimo decennio transiterà in Europa un flusso di 20 milioni di turisti cinesi. Per questo la Regione Veneto nei prossimi mesi avvierà un tavolo di lavoro per lo sviluppo del turismo cinese e asiatico, che elabori una strategia a tutto campo sia per allungare la permanenza dei turisti cinesi e giapponesi che già si recano a Venezia, sia per allargare il loro interesse anche verso altre località venete.
“Partendo dall’analisi di prospettiva - spiega l’assessore regionale al Turismo Marino Finozzi -, vogliamo elaborare un piano di lavoro a più mani, in modo che tutti agiscano nella stessa direzione. Un tavolo che, partendo dai voli, consideri Venezia come rotta costante, pianifichi una campagna promozionale e di conoscenza del Veneto, sfruttando i già buoni rapporti diplomatici, stringa le opportune collaborazioni istituzionali e di interscambio economico, crei i presupposti per una crescita professionale dei nostri operatori”.
Secondo le parole di Finozzi “i dati regionali sull’interesse dei turisti asiatici per il Veneto sono molto incoraggianti e ci consentono di comprendere le dinamiche future”.
Nei primi dieci mesi dell’anno appena concluso sono arrivati in Veneto da Cina e Giappone circa 500 mila persone con un incremento del 10% dei giapponesi e di ben il 39% dei cinesi. La permanenza media è di meno di 2 notti. “E’ chiaro - commenta l’assessore - che questi turisti hanno come meta principale, se non esclusiva, Venezia e che fanno parte di un tour gestito da operatori stranieri che inseriscono Venezia nel pacchetto turistico insieme a Firenze e Roma, tagliando fuori ogni altra interessante meta o destinazione veneta e italiana”.
10 gennaio 2011