SOS CITTADINO Dal 1° gennaio stop alle borse di plastica: è la rivoluzione della spesa

La shopping bag è solo ecologica

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Dal 1° gennaio 2011 è entrata in vigore la normativa europea che vieta la produzione e distribuzione delle borse in plastica. La spesa si farà solo con shopper in materiale biodegradabile e compatibile con l'ambiente, ma a risentirne saranno le tasche dei cittadini dato che le nuove borse ecologiche sono più costose


“Signora, desidera una borsa?. Una frase tradizionalmente pronunciata dalla commessa di un qualsiasi supermercato quando si va a fare la spesa. Una frase destinata a non essere più pronunciata.

Dal 1° gennaio, infatti, è entrata in vigore la direttiva europea 94/62 che ha pianificato lo stop alla produzione e distribuzione delle shopping bag. Dunque, anno nuovo vita nuova sia per i negozianti che per i consumatori: è finita l’era dei sacchetti di plastica di ogni forma e dimensione e, da questo momento, sono previste sanzioni per i “furbetti”.

Una vera e propria rivoluzione ecologica, destinata a cambiare il modo di fare la spesa di ciascuno di noi. Una normativa fortemente voluta dalla compagine ecologista rappresentata in seno all’Unione Europea finalizzata a far sparire un prodotto altamente inquinante, destinato a permanere intatto da qui ai prossimi 200 anni.

Basti pensare che solo in Europa ogni anno vengono utilizzati circa 100 miliardi di sacchetti di plastica, di cui ben il 25% dagli italiani, pari a 20 miliardi di buste all'anno. L’Italia ha recepito la direttiva europea 94/62 con un emendamento alla finanziaria approvato dalla commissione Ambiente della Camera e risalente al 2007.
Nell’emendamento si faceva riferimento allo standard armonizzato EN13432, valido in tutta l’Unione europea, che fissa i criteri di biodegradabilità delle plastiche di origine vegetale. Tali criteri sono la biodegradabilità, la disintegrabilità, assenza di effetti negative nel processo di decomposizione, bassi livelli di matalli pesanti (sotto i valori massimi predefiniti) e assenza di effetti negativi sulla qualità del materiale decomposto.

Dopo tre anni di attesa, dunque, ogni consumatore dovrà procurarsi una shopping bag prodotta con materiali diversi dalla plastica, i cui criteri di biodegradabilità siano quelli rigorosamente previsti dalla menzionata direttiva europea.
Infatti, le vecchie borse di plastica potranno circolare solo fino ad esaurimento delle scorte disponibili: in questo senso molti negozi della grande distribuzione le consegnano ai loro clienti a costo zero.

Tuttavia, se da un lato ne gioverà l’attenzione all’ambiente, dall’altro le tasche di noi cittadini ne risulteranno alleggerite.
Come sostenuto dall’Ascom di Mestre, se una borsetta di plastica costava 2 centesimi, una biodegradabile costerà dagli 8 ai 10 centesimi. Mentre i supermercati faranno pagare la differenza ai loro clienti, i piccoli negozi pagheranno di tasca loro. E non saranno piccole cifre: per un fruttivendolo, infatti, con una media di 200 borse in più consegnate, saranno 300 euro in più al mese.

E c’è già chi pensa al business: il “fashion da supermercato” andrà dalla retina veneziana, al lino delle librerie, alle borse con tanto di logo delle cooperative equosolidali. Vuoi vedere che ritorneranno in auge i vecchi carrellini della spesa tanto utilizzati dalle nostre nonne?

Angela Trombini
angela.trombini@libero.it

Angela Trombini mette a disposizione dei lettori di RovigoOggi.it la sua formazione giuridica con l’obiettivo di rendere alla portata di tutti i cittadini quel coacervo di normative, leggi e leggine il cui fine ultimo è quello di tutelare e difendere il singolo e la collettività.
11 gennaio 2011

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