AMBIENTE E SPIAGGE ROVIGO Rapporto Arpav sulle acque venete, tutte eccellenti tranne Chioggia, Rosolina e Porto Tolle

In Polesine un mare "solo" buono

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Ad eccezione di Chioggia che presenta una spiccata attività portuale che pregiudica la qualità delle acque, da eccellente a sufficiente, anche in Polesine a causa delle foci di Adige e Po rilevate criticità a Rosolina mare e Porto Tolle


Rovigo - I turisti che sceglieranno il mare o i laghi del Veneto per le loro vacanze la prossima estate troveranno acque “eccellenti”, anche se in alcuni punti il mare polesano può migliorare. Lo dice un’analisi condotta dall’Arpav, agenzia regionale per la prevenzione e protezione ambientale, sulle acque di balneazione di 167 stazioni del Veneto, dopo aver prelevato 1.078 campioni.
In particolare tre punti a Rosolina e due a Porto Tolle risultano di qualità “buona” e non “eccellente” come gli altri 162 punti analizzati sul territorio regionale, così distribuiti: 93 sul mare Adriatico; uno sullo specchio nautico di Albarella; 65 sul lago di Garda; 3 sul lago di Santa Croce; 1 sul lago del Mis, 2 sul lago di Lago e 2 sul lago di Santa Maria.

L’assessore regionale all’Ambiente Maurizio Conte ha espresso la propria soddisfazione per l’esito dell’indagine nel corso di una conferenza stampa a palazzo Balbi a Venezia, mercoledì 12 gennaio.
“Il risultato - ha aggiunto - non lascia dubbi sull’efficacia delle azioni del Piano tutela acque entrato in vigore tre anni fa: il 92,8% dei punti di balneazione sono classificati come “eccellenti”, il 3,6% rientra nella categoria “buono” e un altro 3,6% in quella “sufficiente”. Non ci sono nel Veneto punti che ricadono nella categoria “scarso”. Significa che in apertura della stagione 2011 tutti i litorali veneti del mare Adriatico, del lago di Garda e dei laghi minori saranno aperti dalla balneazione”.

Due i parametri batteriologici esaminati: Escherichia coli ed Enterococchi intestinali, specifici come indicatori di contaminazione fecale.
La nuova classificazione delle acque realizzata dall'Arpav, nel caso in cui acque di balneazione mostrassero una tendenza alla proliferazione di ciano batteri, di macroalghe o di fitoplancton marino, prevede indagini per determinarne il grado di accettabilità ed i rischi per la salute. Inoltre la decisione di chiudere o riaprire un sito di balneazione viene presa dopo una sola analisi (anziché dopo 2 o 3, come accadeva prima). I controlli sono mensili da aprile a settembre, salvo che per i punti che dovessero essere classificati come non idonei, per i quali è prevista invece una frequenza almeno bimensile.
12 gennaio 2011

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