Domenica 16 gennaio, alle 16, il sipario del teatro Sociale di Rovigo si aprirà sullo spettacolo di balletto "Le mille e una notte" , il primo della stagione teatrale 2011. Articolato in due atti, lo spettacolo è stato coreografato da Nugzar Magalashvili per il balletto dell’Opera di Stato della Turchia
Rovigo - Si alza il sipario sulla stagione di danza del teatro Sociale di Rovigo, che domenica 16 gennaio alle 16 vedrà in scena “Le mille e una notte”. Un balletto classico in due atti creato nel 1979 a Baku dal coreografo Nugzar Magalashvili per il balletto dell’Opera di Stato della Turchia.
Gli interpreti dello spettacolo sono: Ilgaz Erdag nei panni di Sheherazade, Arzu Kaya in quelli di Nurida e David Khozashvili nel ruolo di Shahriar. Le musiche sono di Fikret Amirov, mentre il maitre de ballet è Media Magalashvili.
Atto primo
L'amore del padishah Shahriar e della bella moglie Nurida è famoso in tutto il sultanato, tuttavia le assenze dello sposo a causa di guerre o frequenti battute di caccia fanno cadere la giovane moglie in uno stato di depressione. Per alleviare la noia durante l'assenza del marito, partito con una squadra di altri cacciatori, Nurida decide di organizzare una grandiosa festa con tutti gli schiavi e le concubine dell'harem, che, ben presto, si trasforma in una vera e propria orgia. Inaspettato, Shahriar ritorna al palazzo, dove l'orgia è al culmine, trovando la consorte tra le braccia di altri. La rabbia e la gelosia lo accecano e, in un impeto di furore, uccide Nurida. In un delirio in cui si mescolano amore, rabbia, vergogna e rimorso, Shahriar parla con la sua coscienza e i suoi sentimenti, che gli appaiono nelle vesti del boia e lo persuadono ad uccidere ancora sia gli schiavi che qualsiasi altra amante egli avrà d'ora in poi. Sheherazade, innamorata di lui, cerca di calmarlo. L'intelligente fanciulla, anche per evitare la propria fine, cerca di convincerlo che non tutte le donne sono malvagie e traditrici, raccontandogli una serie di fiabe, che dureranno per mille e una notte, dove si narra di che cosa sia il vero amore. A poco a poco, Sheherazade riesce a coinvolgerlo.
Atto secondo
Si susseguono i racconti: Sinbad il marinaio, la Lampada di Aladino, Ali Babà e i Quaranta Ladroni. Shahriar capisce finalmente sia l'arguzia di Sheherazade, che la superiorità dell'amore sul tarlo della vendetta. Sheherazade, salvando sé stessa e l'amore per il suo uomo, riesce a salvare anche la vita degli schiavi. I due amanti vivono finalmente felici e Shahriar chiede alla nuova moglie di poter partire per una battuta di caccia. Salutato da Sheherazade, parte con gli altri cacciatori. Rimasta sola, Sheherazade decide di dare una grande festa a palazzo, dove convengono invitati da tutto il sultanato. Avendo avuto notizia dei preparativi per la festa, Shahriar ritorna improvvisamente ma, questa volta, viene accolto da Sheherazade, fedele e felice. La gioia dei due sposi viene celebrata in una festosa cerimonia, dove rivivono i personaggi delle fiabe che hanno salvato l'anima di Shahriar.
12 gennaio 2011