DETENZIONE ROVIGO Reinserimento sociale dei condannati: firmata la convenzione con il Ministero della Giustizia

Colpevoli ma utili

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L’associazione Polesine solidale ha siglato una convenzione con l’Ufficio di esecuzione penale esterna del Dipartimento del ministero della Giustizia (Uepe), per favorire il recupero e reinserimento sociale di persone condannate per reati, che potranno prestare attività gratuite nelle associazioni


Rovigo - I condannati hanno una opportunità in più grazie all’accordo siglato giovedì 13 gennaio tra l’associazione Polesine solidale e l’Ufficio di esecuzione penale esterna del Dipartimento del ministero della Giustizia (Uepe).
L’accordo consente alle associazioni di accogliere presso le proprie sedi una persona condannata per reati e affidata in prova al servizio sociale per svolgere attività di giustizia riparativa. "Con questo termine - spiega la dirigente dell'Uepe di Padova e Rovigo, Graziella Palazzolo - si intende un'attività gratuita a favore della collettività. Un condannato può scontare la pena in carcere oppure beneficiare delle misure alternative alla detenzione. In questo caso deve compiere un percorso di riflessione e assunzione di responsabilità, attraverso un'attività in favore della collettività. E' un'assunzione di responsabilità anche per la collettività stessa, che collabora a realizzare il percorso della persona condannata".

Il condannato presterà servizio gratuito all’interno dell’associazione, per un numero di ore e secondo modalità individuate in uno specifico progetto elaborato con l’Uepe.
In particolare, il Csv avrà il compito di individuare le associazioni di volontariato in cui verranno svolte le attività di riparazione e un referente all’interno dell’organizzazione, sostenere i costi assicurativi, collaborare alla stesura di un progetto individuale per ogni soggetto coinvolto nelle attività di riparazione, monitorare le presenze e l’andamento del progetto, rilasciare la certificazione dell’attività svolta.
L’Uepe invece segnalerà i soggetti interessati alle attività a favore della collettività e tutte le loro informazioni necessarie per poterli collocare nelle associazioni più idonee, individuare l’assistente sociale incaricato di seguire il soggetto in esecuzione di pena, sensibilizzare l’ambiente in cui i condannati saranno inseriti e sostenere l’accoglienza del soggetto nella struttura individuata.

L'obiettivo per il primo anno è di inserire in associazione un massimo di cinque persone. Negli anni successivi, sulla base dell'esperienza acquisita, si valuterà un aumento degli inserimenti.

I contenuti dell’accordo verranno presentati in un incontro pubblico, che si terrà giovedì 20 gennaio, alle 17.00 nella sede del Csv di Rovigo, in viale Trieste, 23.
13 gennaio 2011

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