La commissione Agricoltura della Camera ha approvato la legge “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari” che rende obbligatoria l'indicazione di provenienza di tutti i prodotti agroalimentari anche trasformati, compreso l'eventuale utilizzo di ingredienti Ogm. Soddisfazione da parte di Coldiretti Rovigo che parla di "vera e propria vittoria"
Rovigo - “E’ un momento felice, che corona un percorso di oltre 10 anni della Coldiretti per permettere alle nostre imprese agricole di far riconoscere il valore del proprio lavoro e della propria qualità lungo la filiera agroalimentare e per dare ai consumatori la possibilità di scegliere secondo conoscenza”.
Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Valentino Bosco, commenta l’approvazione della legge “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari” da parte della commissione Agricoltura della Camera. La nuova normativa rende obbligatoria l’indicazione del luogo di origine o di provenienza di tutti i prodotti agroalimentari anche trasformati, compresa l’eventuale utilizzazione di ingredienti con organismi geneticamente modificati (Ogm) in qualunque fase della catena alimentare, il luogo dove è avvenuta l’ultima trasformazione sostanziale e il luogo di coltivazione o allevamento della materia prima agricola prevalente utilizzata.
“E’ una legge – aggiunte il presidente - che premia la costanza e la determinazione con la quale, in questi anni, abbiamo sostenuto una denuncia forte e una proposta coerente ampiamente condivisa dalla gente. Un percorso costellato da sabotaggi anche di chi oggi plaude ad un risultato che è ampiamente condiviso e che è costato 10 anni di scandali alimentari, dalla Bse della fine degli anni ’90 fino alla diossina di queste ultime settimane. Ora vigileremo perché i decreti attuativi non stravolgano la portata della norma”.
“Per il consumatore cambia moltissimo – spiega Bosco - Tutto ciò che non è conforme a quanto dichiarato in etichetta viene equiparato alla pubblicità ingannevole. Se una confezione rappresenta in etichetta un frutto, per esempio una pesca, lo deve contenere. E se c'è un tricolore, il contenuto deve essere di produzione nazionale. E così via. Finora la cosa era tutt'altro che scontata”.
“Intanto – dichiara ancora Bosco – sulla base dell’ordine del giorno approvato dal Parlamento, si può affermare che i primi prodotti ad essere etichettati saranno le conserve di pomodoro sotto il pressing dell’import cinese, i lattiero caseari, a partire dal latte a lunga conservazione e dai formaggi, la carne suina, i salumi e le salsicce”.
20 gennaio 2011