L'assessore regionale Marino Finozzi ha presentato il disegno di legge sul turismo a palazzo Celio. La legge, una volta approvata, sostituirà la 33/2002 e introdurrà importanti novità per il settore, dalle agevolazioni fiscali alle imprese agli incentivi per chi utilizza fonti di energia rinnovabile. La Regione avrà il ruolo di coordinatore di tutto il comparto e potrà anche diventare socia delle imprese
Rovigo - La Regione Veneto si è accorta che la vecchia legge che regola il settore turistico, la 33/2002, non è più adeguata perciò ne ha scritto una nuova. Prima che il disegno venga approvato, l’assessore regionale al Turismo Marino Finozzi vuole che le province lo conoscano.Per questo venerdì 21 gennaio a palazzo Celio ha incontrato gli amministratori polesani, affiancato dal presidente della sesta commissione regionale Vittorino Cenci, dal dirigente regionale Roberto Squarcina e dall’economista Livio Barnabò.“La vecchia legge - ha spiegato Finozzi - porta il peso del concetto di sviluppo del turismo del secolo scorso. Oggi il settore, che è il più importante in Veneto, è cambiato, così come sono cambiate le esigenze dei turisti”.Il disegno di legge, composto da 50 articoli e nessun allegato (rimandati ai provvedimenti di giunta) disciplina un ambito più ristretto rispetto alla 33/20002 ed in particolare si rivolge ai settori della domanda turistica, riqualificazione dell’offerta ricettiva e dell’intermediazione turistica.
Inoltre svolge un’azione di contrasto all’evasione fiscale e conferisce alla Regione il ruolo di coordinatore di tutte le attività degli altri soggetti pubblici, ma non solo: la novità principale consiste nella possibilità per la Regione di diventare socia degli imprenditori turistici, anziché erogare finanziamenti a sostegno dei loro progetti. L’articolo 49, infatti, consente alla Regione di partecipare al capitale di rischio delle imprese.Tra le altre novità, rispetto alla precedente legge 33/2002, si stabilisce che gli operatori saranno tutti imprenditori, compresi gli affittacamere; tutte le strutture ricettive verranno classificate dalla Regione sulla base dei loro requisiti; diventerà più difficile costruire strutture turistiche nelle città d’arte perché ogni progetto dovrà essere accompagnato da una valutazione tecnico-economica dell’impatto; i prezzi non dovranno più essere comunicati alla Provincia ma sarà sufficiente esporli nel locale; la segnaletica e le informazioni turistiche devono essere uniformate secondo criteri stabiliti da Regione e Provincia.Previsto anche un codice etico delle agenzie di viaggio e cancellato l’elenco speciale provinciale delle associazioni senza scopo di lucro.Verrà riservata una maggiore attenzione all’ambiente, attraverso l’articolo 44 il quale stabilisce incentivi e promozione ai progetti d’impresa per la riduzione del consumo di energia, rifiuti ed emissioni in atmosfera e all’utilizzo di fonti rinnovabili.La legge regionale, secondo quanto riferito da Finozzi nel corso dell’incontro, ha l’obiettivo di consolidare il settore turistico, azione che porterà alla definizione del marchio “Veneto” da diffondere in tutto il mondo.Elisa Barion