GRANDI MOSTRE IN ITALIA Inaugurazione di "L'Ottocento elegante" sabato 29 gennaio a palazzo Roverella

L'arte in Italia nel segno di Fortuny

Edoardo Tofano Donna con ventaglio olio su tavola, 30 x 25 collezione privata
Federico Andreotti All’Esposizione (titolo provvisorio) olio su tela, 63 x 86 cm Reggio Emilia, Phidias Antiques and Interiors
Vincenzo Capobianchi Il vestito giallo 1975 Olio su tela 76 x 49 cm Reggio Emilia, Phidias Antiques and Interiors
Giovanni Boldini L’attesa, 1878 olio su tela, cm 61 x 34,5 Carate Brianza, collezione Linda Ciotti
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I montatori sono già al lavoro, le opere stanno arrivando da tutta Europa per l'importante mostra di palazzo Roverella "L'Ottocento elegante. Arte in Italia nel segno di Fortuny, 1860-1890". L'inaugurazione sarà sabato 29 gennaio alle ore 11


Rovigo - E' un Ottocento elegante e folcloristico quello che proporrà la grande mostra in programma dal 29 gennaio al 12 giugno a Palazzo Roverella, a Rovigo.

L'Ottocento vitale ed elegante dei grandi salotti à la page, delle corse, dei balli e dei ricevimenti. E, al medesimo tempo, delle feste popolari, dei carnevali, dei balli mascherati e degli incontri tra le fronde, dei travestimenti e degli idilli. Poi l'Ottocento dei sogni popolato da carnose odalische e ammaliato dai conturbanti profumi d'Oriente.

E' una mostra positiva e serena quella con cui la Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo, il Comune di Rovigo, l'Accademia dei Concordi riprendono il filone classico nella programmazione espositiva del Palazzo: quello della pittura in Italia a cavallo tra gli ultimi due secoli.

L'attenzione di Dario Matteoni e Francesca Cagianelli (foto a lato nell'articolo), che della mostra sono i curatori, si è appuntata sul trentennio 1860-1890. Tre decenni di grandi speranze, di euforia, di fiducia, avviato, e per certi versi attivato, dall'unificazione del Regno d'Italia.
Certo fu un periodo di luci e ombre e questa mostra sceglie, non per intento celebrativo e tanto meno per scelta di occultare altre realtà, di mettere in evidenza le prime più che le seconde. A voler dar conto di una vitalità e di un vitalismo particolari, forse mai più rivissuti dalla storia successiva dell'arte in Italia.

Colore e sensualità che trovano in uno spagnolo, Mariano Fortuny, il loro profeta in pittura. Fortuny dalla sua terra aveva portato il calore e il colore, il gusto per trasporre su tela la gioiosità e giocosità della vita, facendo della pittura lo specchio variopinto di queste sensazioni. Tavolozze di accesa cromia, tele di virtuosistica elaborazione. Sensazioni che nelle diverse scuole del Paese assumono peculiarità diversissime: dal gusto quasi calligrafico di alcuni, alla luminosità - il cosiddetto "Impero del bianco" - in altri, al colorismo di tradizione settecentesca per altri ancora.
27 gennaio 2011

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