GRANDI MOSTRE IN ITALIA Le opere di Fortuny figlio esposte a villa Badoer di Fratta Polesine

Tradizione di famiglia

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Da sabato 29 gennaio a villa Badoer di Fratta Polesine si terrà l'esposizione delle opere di Mariano Fortuny y Madrazo, il figlio di Mariano Fortuny a cui è dedicata "L'Ottocento elegante", la grande mostra di palazzo Roverella a Rovigo. "L'altro Fortuny. L'eleganza nuova" verrà inaugurata sabato 29 gennaio alle 15.30

Fratta Polesine (Ro) - Se Fortuny padre è il protagonista della grande mostra al Roverella, Fortuny figlio lo è dell’esposizione collegata allestita a villa Badoer.
Per questa preziosa "appendice" della mostra rodigina "in casa di Palladio", Dario Matteoni e Francesca Cagianelli, curatori dell'esposizione a palazzo Roverella, hanno scelto di dare, per esempi, l'idea della raffinata poliedricità di Fortuny figlio.

Nell'ideazione e organizzazione di questa mostra, i due studiosi hanno trovato la piena collaborazione dei Civici musei veneziani e in particolare dei responsabili del museo di palazzo Fortuny.
Sarà infatti da qui che perverranno i preziosissimi manufatti (in parte mai esposti) e alcuni travolgenti episodi del suo ciclo pittorico di ispirazione wagneriana destinati ad essere i protagonisti della mostra di Fratta Polesine.

Mariano Fortuny y Madrazo fu pittore, incisore, scenografo, fotografo, protagonista del beau monde della prima metà del Novecento. Un personaggio che, partecipe a Venezia del più internazionale ed esclusivo salotto di intellettuali dell'epoca, seguaci dell'estetica ruskiniana, estese la sua notorietà in tutto il mondo, conquistando il palcoscenico delle esposizioni con le sue prodigiose invenzioni, talvolta vere e proprie sperimentazioni. Una personalità ammirata anche da Marcel Proust che inscena le seduzioni femminili delle sue eroine grazie al corredo proprio degli abiti di Fortuny. Valga per tutti il Mantello di Albertine in La fuggitiva.

Fantasia e abilità si coniugano in quelli che oggi definiremmo come "complementi d'arredo", vetri, mobili, lampadari.
Tra i primi a sperimentare le diapositive colorate, realizzò ritratti fotografici e paesaggi di carattere naturalistico, rivoluzionò le scenografie teatrali della Fenice di Venezia e di altri teatri, ideò marchingegni illuminotecnici funzionali agli allestimenti scenotecnici, dando vita alla "cupola Fortuny", erede diretta dell'architettura di Etienne-Louis-Boullée.

Di tutto è artefice la luce, che Fortuny idolatra e rappresenta nella molteplicità della sua produzione, lasciandosi condurre da quell'estetica wagneriana alla quale intitolò anche il suo ciclo pittorico più coinvolgente.
28 gennaio 2011

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