UNINDUSTRIA ROVIGO I commenti di Gian Michele Gambato e Andrea Muzzi per il nuovo vertice di via Casalini

Colpo di fulmine sul filo di lana

Gian Michele Gambato
Andrea Muzzi
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Sconfitta o colpo di fulmine? E' troppo presto per pronunciarsi: Andrea Muzzi conquista la vicepresidenza da vicario e si garantisce alcuni vicepresidenti; Gambato sarà il futuro presidente eletto. L'empasse di giunta superata grazie alla "operazione doverosa" di Muzzi


Rovigo - “L’ho fatto per il bene dell’associazione”. Esordisce così Andrea Muzzi per giustificare il proprio passo indietro avvenuto inaspettatamente nella riunione della giunta che ha deciso il candidato presidente di Unindustria Rovigo.

Sorpresi anche i suoi sostenitori che hanno scoperto, proprio durante l’incontro, che il loro leader aveva stretto un accordo con il rivale Gian Michele Gambato.
Accordo che affida a Muzzi la vicepresidenza con funzione di vicario e allarga la vicepresidenza ad un totale di sei componenti, di cui alcuni della squadra che sosteneva Muzzi.

“Il voto della giunta c’è stato anche se c’era un solo nome da scegliere, il mio” tiene a sottolineare Gambato, presidente di Sistemi territoriali (azienda di proprietà della Regione Veneto), la cui elezione dovrà essere ratificata dall’assemblea dei soci fissata per venerdì 4 marzo.
“Ho ingoiato il rospo” commenta Muzzi, amministratore delegato dell’industria dolciaria Borsari di Badia Polesine, che definisce l’accordo “un’operazione doverosa” per non creare fratture tra gli associati.

“Onore ai vinti” sembra dire Gambato, visto l’accordo raggiunto con Muzzi a cui si è arrivati, secondo le sue parole, attraverso il dialogo e il confronto.
Secondo Muzzi, invece, i due candidati avevano le stesse possibilità di ambire alla presidenza dato che godevano di un pari numero di consensi in giunta, ma non era auspicabile arrivare al voto con un 50 e 50% tra due nomi a discapito dell’unità dell’associazione di via Casalini.
“Abbiamo fatto tutti un passo indietro - spiega Muzzi - non per evitare la competizione o per la mancanza di motivazione, tant’è che abbiamo già iniziato a lavorare per l’associazione e presto raccoglieremo i frutti dell’accordo che mi ha portato ad essere vicepresidente vicario, cioè con piene funzioni di presidente”.

E se l’accordo tra i due antagonisti può aver creato alcuni malumori tra gli industriali che sostenevano la candidatura di Muzzi, tanto più tra quelli che hanno appreso dell’accordo dai giornali, Muzzi fa sapere che entro la prossima settimana incontrerà personalmente i suoi sostenitori più vicini per chiarire loro le proprie motivazioni.
31 gennaio 2011

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