I pescatori soci Coldiretti (ovvero 16 cooperative del mondo ittico polesano) si stanno organizzando per allestire dei punti di vendita diretta dei propri prodotti ai consumatori, con il marchio dell'associazione. L'operazione non viene fatta per contrastare la grande distribuzione ma per recuperare parte del rincaro che pesa sui prodotti, pur vendendo a prezzi più bassi dei supermercati
Rovigo - Vendita diretta del pesce fresco in piazza. Il mondo della pesca polesano sta avviando nuove strategie per uscire dalla crisi del settore.
L’idea è stata lanciata durante l’
annuale convegno Coldiretti che si è svolto nella sala Bisaglia del Censer di Rovigo, lunedì 7 febbraio. Il tema dell’incontro, “
Nuova Pac e il progetto economico Coldiretti”, è stato discusso da
Paolo Magaraggia, responsabile delle relazioni con la Ue di Coldiretti Bruxelles,
Franco Manzato, assessore regionale all’Agricoltura, e dai i
presidenti regionale e provinciale di Coldiretti, Giorgio Piazza e Valentino Bosco.
La novità emersa nel corso del convegno riguarda il mondo della pesca, dato che
Coldiretti Rovigo è l’unica associazione del mondo agricolo in Italia che conta fra i propri iscritti 16 cooperative di pescatori, i quali hanno recepito le iniziative di Coldiretti come i Farmer's Market ed i punti Campagna Amica che ha avviato per il settore primario allo scopo di accorciare la filiera agricola, ovvero la vendita diretta dai produttori ai consumatori finali.
Così come è stato avviato il
progetto Campagna amica con i produttori soci Coldiretti,
i pescatori, con il marchio dell’associazione, stanno lavorando al punto Pesca amica, attraverso una convenzione con il Comune di Rosolina e l’ente Parco Delta del Po.
Ci sono infatti alcuni prodotti ittici polesani come le vongole (che si producono tutto l’anno) e le cozze (che invece sono stagionali) che rappresentano una vera e propria
eccellenza in Europa e che possono arrivare alla vendita diretta e che sarebbe illogico non proporre direttamente al consumatore locale o sulle piazze più vicine: Verona, Vicenza, Padova.
“L’operazione - spiega Alfieri Baruffaldi, presidente del Consorzio Delta nord di Rosolina - non andrebbe a contrastare la vendita alla grande distribuzione perché si punta a piazzare sul mercato della vendita diretta circa il 20% del prodotto”.
Secondo le parole Alessandro Faccioli, di Unci pesca Coldiretti Veneto, non ha senso che i consumatori acquistino al supermercato le eccellenze polesane come le vongole ad un prezzo rincarato tre volte tanto. “Per fare un esempio - afferma Faccioli -, un chilo di vongole viene pagato da 3 a 3,70 euro al pescatore, mentre il prezzo medio di vendita al supermercato (Nord Italia) è di 9 euro, anche 12 al Sud.
La vendita diretta, anche ad un prezzo più basso, consente al pescatore di ottenere la dovuta soddisfazione economica, e al consumatore finale acquistare un prodotto eccellente spendendo meno dell'analogo di supermercato”.
Chiaro che, in tempi di mercati globali, anche la
cultura del consumo deve essere seguire lo stesso trend, dato che “ad oggi - ha affermato Baruffaldi - non esiste alcuna garanzia che ai prodotti ittici surgelati che provengono ad esempio dallo Sri Lanka o dal Cile non venga cambiata l’etichetta che ne indica l'origine durante durante il percorso di commercializzazione”.
Elisa Barion